In un corridoio di albergo la moquette non è una scelta estetica: è l’unico materiale che abbatte il rumore di un trolley alle due di notte prima che arrivi dentro la camera. Forniamo e posiamo moquette in classe d’uso 33 secondo la EN 1307, la sola che regge il passaggio di un corridoio alberghiero senza schiacciarsi in due stagioni, e pavimenti LVT contract dove le pulizie sono aggressive o l’umidità alta. Rilievo, fornitura, posa e smaltimento del vecchio con un solo interlocutore.
Perché nei corridoi si continua a mettere moquette
Un corridoio di camere è un tubo lungo e stretto con pareti dure e nessun assorbimento. Con un pavimento rigido, ogni passo e ogni ruota diventano rumore che entra sotto le porte. Una moquette a pelo raso con sottostrato in feltro agugliato riduce il rumore da calpestio di 25 o 30 dB, che è più di quanto ottieni sostituendo la porta.
È tra i pochi interventi in cui la resa acustica si sente davvero, e il rumore fra camere si combatte prima con gli arredi e i materiali morbidi che con opere murarie che chiudono un piano per settimane.
Quello che si è perso è la moquette in camera, e non a torto. Nelle camere il pavimento va lavato quando l’ospite rovescia il vino, e nessuna moquette regge dieci anni di macchie senza fare la mappa geografica sotto la scrivania. La combinazione che funziona quasi sempre è moquette nei corridoi e sulle scale, pavimento duro in camera, tappeto sfilabile accanto al letto.
La classe d’uso, e cosa dice davvero
La EN 1307 classifica i rivestimenti tessili con due numeri: il primo indica l’ambito d’uso e il secondo l’intensità, da 1 a 3. Per gli spazi ricettivi serve la fascia commerciale, con primo numero 3. Il minimo sindacale per una hall o un corridoio è 33, cioè commerciale intensivo, e sulle scale, dove il logorio si concentra sul naso del gradino, conviene salire ancora.
Sotto la sigla ci sono numeri più interessanti. Il peso del pelo, che su una 33 seria sta fra 800 e 1.200 g/m², l’altezza del pelo, che nei corridoi non dovrebbe superare i 6 mm perché altrimenti le ruote dei carrelli affondano, e la fibra. Il poliammide 6.6 ha memoria elastica e si rialza dopo la compressione, il polipropilene costa meno e resta schiacciato dove passa il carrello dei piani. Se una moquette costa la metà di un’altra a parità di classe, la differenza è quasi sempre lì.
Sulla reazione al fuoco, negli ambienti ordinari il pavimento può essere in classe 2, ma nelle vie di esodo serve la classe 1 e i corridoi delle camere quasi sempre lo sono. È il punto in cui le prescrizioni antincendio sugli arredi e sui rivestimenti diventano vincolo di capitolato e non consiglio.
Le lavorazioni e le tipologie di posa
Moquette in rotolo incollata
La soluzione per corridoi lunghi e uniformi. Rotolo da 400 cm, colla acrilica a bassa emissione, giunti termosaldati o cuciti a filo. Costa meno al metro quadro e dura di più, ma quando si consuma va rifatto tutto il corridoio. I teli si posano in direzione del passaggio, mai di traverso.
Quadrotte autoposanti
Formato 50×50 cm o 25×100 cm, posate a secco con adesivo di ancoraggio. Si sostituisce la singola quadrotta danneggiata in dieci minuti e si tiene una scorta del 5% in magazzino. Costano il 20 o 30% in più al metro quadro, ma su una struttura che non può chiudere sono un’assicurazione. Ottime nelle zone davanti agli ascensori, dove il consumo è quattro volte quello del resto del corridoio.
LVT e vinilico contract
Il pavimento per le camere e per le zone dove si lava con detergenti forti. Serve uno strato d’usura di almeno 0,55 mm e la classe 33 o 34 della EN ISO 10874. Sotto i 0,55 mm si graffia sotto le gambe delle sedie entro un anno. Posa a colla su massetto planare, con tolleranza di 2 mm su stadia da 2 m.
Laminato contract AC5
Alternativa economica per le camere, con la posa flottante che permette di lavorare su un piano in tre giorni. Ha un limite serio: teme l’acqua ai giunti, quindi va escluso nei bagni e nelle camere con angolo cottura. Nei residence conviene spendere di più e passare al vinilico.
Zoccolino, soglie e profili
La parte che si vede quando è fatta male. Lo zoccolino sulla moquette va in alluminio anodizzato o in MDF laccato alto 8 cm, e deve coprire il risvolto del tessile. Sotto le porte il profilo di giunzione va posizionato in asse con l’anta chiusa, così non si vede da nessuno dei due lati.
Il passaggio fra corridoio e camera
È il dettaglio che distingue un cantiere fatto bene. Fra moquette del corridoio e vinilico della camera c’è un salto di quota di 4 o 5 mm che va risolto con un profilo a rampa in ottone o alluminio, avvitato e non incollato, posizionato esattamente sotto la battuta della porta.
Gli errori tipici sono due. Il profilo messo a filo esterno della porta, che rimane visibile dal corridoio e raccoglie sporco lungo la fuga. E il taglio della moquette contro il telaio senza risvolto, che dopo sei mesi comincia a sfilacciarsi proprio dove tutti gli ospiti appoggiano la valigia. Il risvolto va fatto sempre, anche se costa mezz’ora in più per camera.
Il disegno della moquette si decide insieme a quello del corridoio, perché una fascia perimetrale di colore diverso è il modo più economico per dare proporzione a un corridoio troppo lungo senza toccare le pareti.
Manutenzione: quanto costa davvero tenerla
Una moquette contract vuole aspirazione quotidiana e un lavaggio a iniezione ed estrazione due volte l’anno nei corridoi, quattro nella hall. Se questo non succede, la moquette non si consuma: si sporca in modo permanente, che è peggio, perché il pelo intasato di particolato perde l’aspetto molto prima di perdere le fibre.
Prima di scegliere conviene fare due conti sul personale ai piani. La differenza fra un piano in moquette e uno in vinilico si misura in minuti a camera, e su una struttura dove i tempi di pulizia di una cameriera ai piani sono già tirati incide sul costo annuo più del prezzo di acquisto del materiale. Nelle strutture stagionali con turnover alto di personale, il tessile richiede una formazione che spesso non c’è, e allora ha senso limitarlo ai corridoi. Sul discrimine fra rivestimento fisso e tappeti sfilabili nelle zone di pregio pesa anche la possibilità di mandarli in lavanderia a fine stagione.
Su un hotel da 50 camere, la sostituzione della moquette di tre piani di corridoi si esegue in sei o sette giorni lavorativi a struttura aperta, un piano per volta, con lo smaltimento del vecchio incluso. Per un numero preciso servono i metri quadri e una foto del sottofondo esistente: puoi chiedere il preventivo con la planimetria del piano tipo.
Domande frequenti
Si può posare la moquette nuova sopra quella vecchia?
No, e chi lo propone sta risparmiando sulla rimozione. Il vecchio strato mantiene odori e umidità, e la nuova moquette segue tutte le deformazioni di quella sotto, comprese le pieghe davanti agli ascensori. La vecchia va rimossa, il residuo di colla raschiato e il fondo rasato dove serve.
Quanto dura una moquette in un corridoio d’albergo?
Con classe d’uso 33, fibra in poliammide 6.6 e manutenzione regolare, si arriva a otto o dieci anni prima che l’aspetto ceda. Davanti agli ascensori e sui pianerottoli il consumo è molto più rapido, ed è la ragione principale per cui in quelle zone conviene la quadrotta sostituibile.
La moquette dà problemi con le allergie?
Il contrario di quanto si crede. Una moquette a pelo raso trattiene il particolato invece di rimetterlo in circolo a ogni passaggio, a patto che venga aspirata tutti i giorni con una macchina a spazzola rotante. Il problema nasce con la manutenzione saltuaria, non con il materiale.
Potete sostituire il pavimento senza chiudere l’albergo?
Sì, lavorando per piani o per gruppi di camere. Con il vinilico incollato la camera torna disponibile dopo 24 ore per la presa della colla, con la moquette in quadrotte anche in giornata. Concordiamo con la direzione la sequenza in modo da tenere sempre in vendita almeno due terzi delle camere.
