Le guide di Arredamento Hotel

Tipologie di camere d’hotel: tutte le sigle e cosa significano

Le tipologie di camere d’albergo si riconoscono da sigle internazionali che indicano quanti letti ci sono e come sono disposti: SGL è la singola, DBL la doppia con letto matrimoniale, TWIN la doppia con due letti separati, DUS la doppia venduta a una sola persona, TPL la tripla, QDPL la quadrupla, JS la junior suite e STE la suite. A cambiare non è solo il numero di ospiti, ma metratura, arredo e tariffa.

Perché gli hotel usano le sigle

Il First World Hotel di Genting Highlands in Malesia

Le abbreviazioni nascono dalla necessità di far parlare fra loro sistemi diversi: gestionale della struttura, channel manager, portali di prenotazione, agenzie e tour operator. Una camera venduta a Monaco di Baviera e caricata su un portale americano deve essere identificata in modo univoco, e le tre lettere risolvono il problema meglio di qualsiasi descrizione in lingua.

Il punto che genera confusione è che le sigle descrivono la configurazione dei letti, non la qualità della camera. Una DBL può essere una stanza essenziale da 14 metri quadrati o una camera vista mare da 26: la sigla resta la stessa, cambia la categoria commerciale che l’hotel le assegna. Per questo quasi tutte le strutture affiancano alla sigla un aggettivo di livello, e nascono combinazioni come DBL superior o TWIN deluxe.

Le sigle delle camere standard

SGL, camera singola

La singola ha un solo letto, di larghezza compresa tra 80 e 90 centimetri e lunghezza 200. È la tipologia che sta scomparendo dalle nuove costruzioni perché rende meno per metro quadrato, ma resta indispensabile negli alberghi urbani che lavorano con la clientela d’affari e nelle strutture vicine a ospedali, tribunali e poli fieristici.

La metratura minima nella maggior parte delle regioni si attesta intorno agli 8 o 9 metri quadrati al netto del bagno, e proprio la ristrettezza dello spazio rende decisivo l’arredo. Arredare una camera singola significa lavorare su profondità ridotte, mensole al posto della scrivania piena, appenderia a vista invece dell’armadio a due ante.

DBL, camera doppia matrimoniale

La DBL ospita due persone in un unico letto matrimoniale. Le dimensioni standard dei letti d’hotel prevedono per il matrimoniale una larghezza da 160 centimetri, che sale a 180 nelle categorie superiori e arriva a 200 nelle suite. La differenza tra un 160 e un 180 in termini di comfort percepito è netta, e altrettanto netta è quella sul dimensionamento della stanza: servono almeno 70 centimetri di passaggio su entrambi i lati del letto perché la camera resti praticabile.

Camera TWIN, doppia con letti separati

La TWIN ha due letti singoli distinti, di norma da 90 per 200. È la configurazione richiesta da colleghi in trasferta, amici, gruppi organizzati e famiglie con figli grandi. Molte strutture la gestiscono con letti affiancabili che diventano un matrimoniale spostando le basi e sovrapponendo un topper: una soluzione che raddoppia la flessibilità del listino senza raddoppiare le stanze. I letti singoli per hotel pensati per il contract prevedono proprio piedini e testate compatibili con questo doppio uso.

Camera DUS, doppia uso singola

La DUS non è una tipologia edilizia ma commerciale: è una camera doppia venduta a un solo ospite. Nasce quando la struttura non ha singole in inventario, oppure le ha esaurite, e deve comunque accogliere chi viaggia da solo. La tariffa è inferiore a quella della doppia occupata da due persone, perché mancano una colazione e parte dei consumi, ma superiore a quella di una singola vera, perché l’hotel rinuncia a un ricavo potenziale su quella stanza.

Camere per più persone

TPL, camera tripla

Tre posti letto, ottenuti quasi sempre con un matrimoniale più un singolo, oppure con tre singoli. Le regioni indicano in genere un incremento di superficie di 6 metri quadrati per ogni posto letto oltre il secondo, quindi una tripla si colloca intorno ai 20 metri quadrati utili.

QDPL, camera quadrupla

Quattro posti letto, spesso con un letto a castello o con due matrimoniali. È la tipologia trainante nelle strutture leisure, dove il rapporto tra ricavo e metro quadrato è il più alto dell’intero inventario. Richiede però un guardaroba realmente dimensionato: quattro persone significano quattro valigie, e la zona bagagli è il punto in cui la maggior parte delle quadruple fallisce.

Family room e camere comunicanti

La family room è una quadrupla o quintupla organizzata in due ambienti, di solito una zona notte per gli adulti e una nicchia o soppalco per i bambini. Le camere comunicanti, dette anche connecting rooms, sono invece due stanze autonome collegate da una porta interna: si vendono separatamente nei periodi di alta domanda e insieme quando arriva un nucleo familiare. La porta di collegamento va trattata come una porta di camera a tutti gli effetti, con la stessa attenzione all’isolamento acustico, altrimenti il reclamo arriva puntuale.

Junior suite, suite e categorie superiori

La junior suite (JS) è una camera unica più ampia, in cui la zona giorno è ricavata nello stesso ambiente del letto tramite un divano, due poltrone o una seduta d’angolo. Non c’è separazione fisica: se ci fosse, sarebbe una suite.

La suite (STE) ha almeno due ambienti separati, camera da letto e soggiorno, spesso con un secondo servizio igienico. Sopra la suite si collocano poi denominazioni proprietarie di ogni struttura: executive suite, presidential suite, penthouse. Non esiste uno standard che le regoli, sono scelte di marketing.

L’arredo di una suite è quello in cui il su misura pesa di più, perché la stanza deve giustificare una tariffa doppia o tripla rispetto alla doppia standard: la percezione di valore passa dai materiali, dalle proporzioni degli elementi e dalla continuità tra zona giorno e zona notte.

Tabella delle sigle e delle caratteristiche

SiglaDenominazionePosti lettoConfigurazione lettiSuperficie utile indicativaArredi caratteristici
SGLSingola1Un letto 80/90 x 2008-12 mqAppenderia compatta, piano scrittoio ridotto, comodino singolo
DBLDoppia matrimoniale2Matrimoniale 160/180 x 20014-18 mqDue comodini, armadio due ante, portavaligie, testata piena
TWINDoppia a letti separati2Due letti 90 x 20014-18 mqComodino centrale o due comodini, doppia presa per lato
DUSDoppia uso singola1Matrimoniale14-18 mqIdentici alla doppia, cambia solo la vendita
TPLTripla3Matrimoniale più singolo18-22 mqGuardaroba maggiorato, tre punti luce da lettura
QDPLQuadrupla4Due matrimoniali o castello22-28 mqZona valigie doppia, superfici antigraffio, letti a castello certificati
FamilyFamily room4-5Due ambienti collegati26-35 mqDivano letto, separazione visiva, doppia illuminazione
JSJunior suite2-3Matrimoniale più divano25-32 mqSeduta lounge, tavolino, secondo punto conversazione
STESuite2-4Ambienti separati35-60 mqZona giorno completa, secondo bagno o zona vanity
ConnectingCamere comunicanti4Due camere con porta interna2 x 14-18 mqPorta fonoisolante, arredi coordinati fra le due stanze

I valori di superficie sono indicativi: le metrature minime delle camere d’hotel espresse in metri quadrati sono fissate dai regolamenti regionali sulla base dello standard nazionale del 2008 e variano da regione a regione, oltre a cambiare in funzione del numero di stelle.

Superior, deluxe, executive: cosa dicono davvero

Accanto alle sigle tecniche i portali mostrano una seconda serie di etichette che non descrive i letti ma il posizionamento della stanza dentro l’inventario dell’hotel. Sono definizioni interne, non certificate da nessun ente, e vanno lette come una scala relativa alla singola struttura.

La standard, che qualche listino chiama ancora classic, è la camera su cui si calcola la tariffa minima: tutto il resto si misura da lì. La superior sta un gradino sopra, e il gradino può essere la metratura, un’esposizione migliore, oppure il fatto che quel piano è stato rinnovato tre anni fa mentre gli altri aspettano ancora. La deluxe supera la superior per metri quadri, vista o dotazioni. L’executive guarda alla clientela business e si riconosce da due dettagli: una scrivania vera, piano da almeno un metro e prese a portata di mano senza doversi infilare sotto il ripiano, e una seduta operativa al posto della poltroncina decorativa; in alcune strutture dà anche accesso a una lounge. Sotto la standard resta la economy, o small, che spesso ha vista interna o non dispone di una finestra a norma sull’esterno.

Chi prenota lo scopre a proprie spese. La deluxe di un tre stelle di periferia può essere più stretta della standard di un quattro stelle a duecento metri di distanza, perché queste etichette ordinano le camere dentro un solo albergo e non valgono nulla nel confronto fra alberghi diversi.

Il criterio che regge questa scala è la coerenza: se la superior non è percepibilmente diversa dalla standard, la differenza di prezzo genera recensioni negative. Il modo più economico per creare quella differenza percepita non è cambiare le dimensioni della stanza, ma cambiare testata, illuminazione e tessili, cioè gli elementi che l’occhio registra per primi.

Come le tipologie condizionano l’arredo

Un inventario ben costruito non nasce dalla somma delle stanze disponibili, ma da una decisione commerciale su quali tipologie servono e in che proporzione. Da quella decisione discende tutto il resto del progetto d’arredo.

Nella doppia il tema è la flessibilità: arredare una camera doppia con basi letto separabili, comodini indipendenti e prese su entrambi i lati permette di passare da DBL a TWIN in pochi minuti, seguendo la domanda invece di subirla. Nella camera matrimoniale il tema è il comfort percepito, e si gioca su altezza del materasso, testata imbottita e qualità della luce da lettura. Nella quadrupla il tema è la resistenza, perché quella stanza subisce quattro volte l’usura di una singola.

È il punto in cui il su misura smette di essere una scelta estetica e diventa una scelta economica: costruire l’armadio sulla nicchia esistente, dimensionare il gruppo letto sulla larghezza reale della stanza e integrare il portavaligie nel mobile recupera centimetri che nessun prodotto a catalogo restituisce. Progettiamo internamente questo tipo di soluzioni e le realizziamo con una filiera di manifatture italiane selezionate, con un solo referente dal rilievo al collaudo.

Le tipologie incidono infine sul listino. Il prezzo di una notte in hotel segue una progressione che raramente è proporzionale ai posti letto: la tripla costa in genere il 20 o 25 per cento in più della doppia, non il 50, perché il terzo ospite consuma meno spazio e meno servizi del secondo.

Camera DUS: cosa significa

DUS e’ la sigla di “Doppia Uso Singola”: una camera doppia venduta e occupata da un solo ospite. Non e’ una singola, e’ una matrimoniale o doppia a tutti gli effetti, con letto e spazi da due persone, ma tariffata per un’occupazione singola. Gli hotel la usano per offrire piu’ comfort al cliente business o per ottimizzare l’inventario quando le singole vere scarseggiano. Sull’arredo cambia poco rispetto a una doppia, ma conviene prevedere comodini e prese su entrambi i lati anche quando la camera viene venduta in DUS.

Domande frequenti

Cosa si intende per camera doppia uso singola?

La camera doppia uso singola, indicata con la sigla DUS, è una stanza pensata per due persone ma occupata e pagata da un solo ospite. La struttura la propone quando non dispone di camere singole o le ha già vendute tutte. La tariffa è più bassa di quella della doppia occupata in due, perché viene meno una colazione, ma resta più alta di quella di una singola.

Qual è la differenza tra una camera singola e una camera doppia?

La singola ha un solo letto, largo tra 80 e 90 centimetri, ed è dimensionata per un ospite: nella maggior parte delle regioni parte da 8 o 9 metri quadrati. La doppia ha due posti letto, in un matrimoniale oppure in due letti separati, e richiede almeno 14 metri quadrati. Cambiano di conseguenza armadio, numero di comodini, prese elettriche e punti luce.

Cosa significa camera doppia con letti singoli?

È la camera TWIN: due posti letto realizzati con due letti singoli distinti, di solito da 90 per 200 centimetri, invece che con un unico matrimoniale. Si prenota quando i due ospiti non condividono il letto, per esempio colleghi in trasferta o amici. Molti hotel usano letti affiancabili che, uniti da un topper, si convertono in matrimoniale.

Perché si paga il supplemento singola?

Perché la stanza viene sottratta al mercato per intero anche se la occupa una persona sola. I costi fissi della camera, pulizia, biancheria, energia, ammortamento degli arredi, restano quasi invariati rispetto a un’occupazione doppia, mentre il ricavo si dimezzerebbe senza un correttivo. Il supplemento riporta la redditività della stanza vicino a quella di una doppia.

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