Non esiste un solo king size: negli Stati Uniti misura 193×203 cm, nel Regno Unito il letto chiamato king è 150×200 e il super king 180×200, mentre in Italia si vende come king un 180×200 e come extra king un 200×200. Ordinare “un king” senza scrivere i centimetri è il modo più rapido per ricevere un letto largo trenta centimetri meno del previsto o per ritrovarsi con un materasso che nessuno in Italia produce a magazzino. Prima si sceglie la misura in centimetri, poi si parla di modello.
Indice
Le misure, mercato per mercato

| Nome commerciale | Mercato | Larghezza x lunghezza | Nota |
|---|---|---|---|
| Twin | Stati Uniti | 96,5 x 190,5 cm | corrisponde al nostro singolo 90×190 |
| Twin XL | Stati Uniti | 96,5 x 203 cm | due affiancati formano il king americano |
| Full o Double | Stati Uniti | 137 x 190,5 cm | più stretto del francese italiano |
| Queen | Stati Uniti | 152 x 203 cm | il nostro 160×200 è più largo e più corto |
| King o Eastern King | Stati Uniti | 193 x 203 cm | nessun equivalente italiano |
| California King | Stati Uniti | 183 x 213 cm | più stretto e più lungo del king |
| Single | Regno Unito | 90 x 190 cm | uguale al singolo italiano |
| Double | Regno Unito | 135 x 190 cm | fra francese e matrimoniale |
| King | Regno Unito | 150 x 200 cm | dieci centimetri meno del matrimoniale italiano |
| Super King | Regno Unito | 180 x 200 cm | è il king che si vende in Italia |
| Matrimoniale | Italia | 160 x 190 o 160 x 200 cm | la misura più diffusa nelle camere doppie |
| King | Italia | 180 x 200 cm | standard nelle camere superior |
| Extra king | Italia | 200 x 200 cm | suite e camere sopra i 24 mq |
Le due righe che creano più problemi sono il queen americano e il king inglese. Un gruppo statunitense che chiede camere queen si aspetta 152 cm di larghezza e 203 di lunghezza: la lunghezza è quella che manca, perché il materasso italiano da 190 lascia i piedi fuori a chi è alto un metro e novanta. E un tour operator britannico che scrive king intende 150×200, cioè meno del nostro matrimoniale standard: in quel caso la camera è già conforme e non serve comprare nulla. Le dimensioni standard dei letti per hotel usate nel contract italiano coprono la stragrande maggioranza delle richieste, purché sul contratto si scrivano i centimetri e non i nomi.
Quanti metri quadri servono davvero
Il letto non occupa solo la sua sagoma. Per rifare il letto e per passare con l’aspirapolvere servono 65-70 cm liberi su ciascun lato lungo e almeno 90 cm ai piedi. Con un king da 180 in una camera larga 3,20 metri netti restano 70 cm per parte, che diventano 25 cm reali appena si mettono due comodini da 45. La cameriera fa il letto in ginocchio, il carrello non passa e i rimbocchi dal lato muro si fanno una volta ogni tre.
La larghezza netta minima ragionevole per un king da 180 è 3,60 metri, che su una profondità di 4,50 dà 16,2 mq. Sotto quella soglia il king toglie più di quanto dia. Con un 200×200 si sale a 3,80 metri netti come minimo assoluto, e a quel punto si è già in una camera da 20 mq o in una suite dove gli spazi vanno progettati intorno al letto e non il contrario. Il confronto con i metri quadri minimi previsti dalla classificazione va fatto sul disegno esecutivo con i mobili dentro, non sulla planimetria catastale.
Un dettaglio che si scopre tardi: la porta della camera. Un giroletto imbottito da 180 con testiera montata a parete entra da una porta da 80, ma un giroletto rigido da 200×200 in pezzo unico no. Se la struttura ha vani scala stretti e ascensori piccoli, il letto va ordinato smontabile in due semiscocche, e questo va detto al momento del preventivo, non alla consegna.
Il problema dei materassi e della biancheria
Il 193×203 americano in Italia non esiste a magazzino. Va fatto su misura, con tempi di 4-6 settimane e un sovrapprezzo del 25-40% rispetto a un 180×200 di pari qualità. La biancheria segue lo stesso destino: lenzuola, coprimaterasso e piumini fuori misura costano di più, si riordinano solo su commessa e quando se ne rovina uno la scorta va rifatta con altre sei settimane di attesa. Per un albergo italiano che vuole offrire il letto grande, la scelta sensata è il 180×200 o il 200×200, comunicato come king size sui portali, dove il termine indica genericamente il letto oversize e non uno standard normato.
Sulla durata vale un’altra regola. Un materasso da hotel con rotazione alta si cambia fra il quinto e l’ottavo anno, e le misure fuori standard obbligano a tenere in magazzino un pezzo di scorta che occupa spazio e costa. Chi ragiona su quando cambiare i materassi e come sceglierli di solito arriva alla stessa conclusione: due misure in tutta la struttura, non cinque.
I letti singoli accostabili risolvono il problema al posto del king
La soluzione che consiglio nella maggior parte dei quattro stelle italiani non è comprare venti king. È montare due reti da 90×200 su un unico giroletto, con due materassi separati, un connettore centrale e un topper unico da 180×200 sopra. La camera diventa twin in venti secondi e matrimoniale in altrettanti, senza che il cliente veda la fessura, perché il topper da 5-6 cm la copre.
Il costo aggiuntivo rispetto a un matrimoniale fisso è dell’8-12% fra topper, connettore e la doppia scorta di materassi. Il ritorno è che la stessa camera si vende a una coppia in vacanza e a due colleghi in trasferta, cioè copre i due segmenti che di solito obbligano a tenere camere separate e a rifiutare richieste. Chi lavora con gruppi e con la clientela business lo sa: la camera che non si converte resta vuota il martedì. I letti singoli per hotel pensati per il contract hanno già i piedini e i telai predisposti per l’accostamento.
Il difetto esiste e va detto: il rifacimento con due materassi e un topper richiede circa un minuto in più a camera, e i topper vanno lavati con una frequenza propria. Su cinquanta camere sono quaranta minuti al giorno. Resta comunque il compromesso migliore fra flessibilità e comfort, molto meglio di un king fisso in una camera da 16 mq.
Testiere, giroletti e il costo che cresce più della larghezza
Passare da 160 a 180 non aumenta il prezzo del 12%. La testiera per un king va da 200 a 220 cm di larghezza e spesso esce dal formato del pannello standard, quindi va realizzata in due elementi accostati con giunto verticale, con più lavorazione e più trasporto. Il giroletto imbottito richiede più tessuto e un telaio rinforzato al centro, perché su 180 cm di luce le doghe da sole flettono. In pratica un letto king contract completo di testiera costa il 25-35% in più dello stesso modello da 160, non il 12%.
C’è anche il tema della testiera a parete continua, quella che corre da un comodino all’altro per 260-300 cm: risolve bene l’estetica e regge alla pulizia, ma va montata su tasselli meccanici e non su cartongesso semplice, perché l’ospite ci si appoggia seduto ogni sera. I letti matrimoniali per hotel di livello contract nascono già con questo tipo di ancoraggio e con la fascia perimetrale che protegge il materasso dai colpi dell’aspirapolvere.
Quando il king vale la spesa
Vale nelle suite e nelle junior suite, dove il letto è parte di quello che si sta vendendo. Vale negli alberghi che lavorano con clientela nordamericana e con l’alta gamma, dove la camera senza letto grande viene scartata in fase di ricerca. Vale nelle camere sopra i 20 mq che oggi hanno un 160 e sembrano vuote.
Non vale in un tre stelle con ADR sotto i 110 euro e camere da 14-15 mq: lì il king toglie spazio di manovra, complica il lavoro ai piani, aumenta il costo della biancheria e non sposta la tariffa di un euro. In quel caso i soldi rendono di più su un materasso migliore da 160×200, su una testiera più alta e su una luce da lettura decente. E se la camera deve poter cambiare pelle a seconda della prenotazione, la scelta è la coppia di singoli accostabili, che nelle sigle usate dai portali permette di vendere la stessa unità come DUS, TWIN o DBL senza toccare l’arredo.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra king e queen?
Nello standard americano il queen misura 152×203 cm e il king 193×203, quindi 41 centimetri di larghezza in più a parità di lunghezza. Nel Regno Unito il king è 150×200 e il super king 180×200, misure che non corrispondono a quelle statunitensi. In Italia il matrimoniale standard da 160×200 sta a metà fra il queen e il king inglese, ed è la ragione per cui i nomi commerciali vanno sempre tradotti in centimetri sul contratto.
Serve un materasso su misura?
Serve solo se si sceglie una misura estera. Il king americano da 193×203 e il California king da 183×213 in Italia non si trovano a magazzino, richiedono 4-6 settimane di produzione e costano il 25-40% in più, biancheria compresa. Con un 180×200 o un 200×200 si resta su misure correnti, si sostituisce un materasso in pochi giorni e si comunica comunque la camera come king size sui portali.
In quanti mq entra un king size?
Per un letto da 180×200 la larghezza netta minima ragionevole della camera è 3,60 metri, che su 4,50 di profondità dà circa 16 mq. Sotto quella misura restano meno di 50 cm per lato una volta messi i comodini, e il rifacimento del letto diventa scomodo per il servizio ai piani. Un 200×200 richiede almeno 3,80 metri netti di larghezza e ha senso dai 20 mq in su.
I letti singoli accostabili sostituiscono il king?
Sì, e nella maggior parte degli alberghi italiani sono la scelta migliore. Due reti da 90×200 su un giroletto unico con topper da 180×200 danno una superficie identica a un king e permettono di vendere la camera come twin o come matrimoniale a seconda della prenotazione. Il sovrapprezzo è dell’8-12% e il rifacimento richiede circa un minuto in più a camera.



