Le guide di Arredamento Hotel

L’hotel più antico del mondo ha 1300 anni

Pubblicato il 15 Luglio 2026

L’hotel più antico del mondo è il Nishiyama Onsen Keiunkan, un ryokan termale giapponese aperto nel 705 d.C.: oltre 1.300 anni di attività ininterrotta, certificati dal Guinness World Records nel 2011, sotto la guida di 52 generazioni della stessa famiglia. Il rivale più vicino è un altro ryokan giapponese, lo Hoshi Ryokan, fondato nel 718.

L'ingresso dello Hoshi Ryokan di Awazu Onsen in Giappone
Lo Hoshi Ryokan di Awazu Onsen, gestito dalla stessa famiglia dal 718. Foto: 663highland, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nishiyama Onsen Keiunkan: 52 generazioni di ospitalità

Mobile bagno per hotel in noce con top in pietra e specchio rotondo

Il primato assoluto dell’ospitalità mondiale si nasconde in una valle di montagna della prefettura di Yamanashi, nel villaggio di Hayakawa, uno dei comuni meno popolosi del Giappone. Qui, nel 705 d.C., quando in Europa i Longobardi regnavano sull’Italia e mancava quasi un secolo all’incoronazione di Carlo Magno, un locandiere di nome Fujiwara Mahito aprì una locanda termale accanto a una sorgente calda naturale.

Quella locanda non ha mai smesso di accogliere ospiti: 52 generazioni della stessa famiglia si sono passate la gestione per più di tredici secoli, attraversando guerre civili, terremoti e l’intera storia del Giappone, dai samurai in cerca di guarigione nelle acque termali fino ai viaggiatori di oggi. Nel 2011 il Guinness World Records ha certificato il primato: è l’hotel più antico del mondo in attività.

La struttura attuale, rinnovata profondamente nel 1997, ha poche decine di camere in stile tradizionale, con pavimenti in tatami e futon, e continua a ruotare intorno alla stessa risorsa di 1.300 anni fa: le sorgenti termali a flusso libero, oggi alimentate da una portata abbondante che rifornisce vasche interne, esterne e bagni privati nelle camere.

Hoshi Ryokan: il rivale del 718

Per decenni il titolo è appartenuto a un altro ryokan: lo Hoshi Ryokan di Awazu Onsen, presso Komatsu, nella prefettura di Ishikawa, fondato nel 718 d.C. Anche qui la continuità è familiare: la stessa dinastia, i Hoshi, gestisce la struttura da circa 46 generazioni, e per questo l’albergo detiene tuttora un record parallelo, quello di una delle più antiche imprese familiari al mondo ancora in attività.

La rivalità tra i due è tutta giapponese e molto istruttiva: entrambi sono nati intorno a una sorgente termale, entrambi hanno legato la sopravvivenza a una famiglia e a un luogo, nessuno dei due ha mai cercato di crescere di dimensione. La longevità, nell’ospitalità, sembra premiare la profondità più della scala: un contrasto totale con la corsa ai numeri dell’hotel più grande del mondo e le sue 7.351 camere.

I più antichi d’Europa e d’Italia

L’Europa non può competere con i tredici secoli giapponesi, ma ha una tradizione documentata di locande medievali ancora attive.

Lo Zum Roten Bären di Friburgo si presenta come la locanda più antica della Germania: l’edificio ha origini che risalgono al 1120 circa, gli anni della fondazione della città, e l’attività di ospitalità è documentata da secoli. In Inghilterra diversi pub with rooms rivendicano origini tra l’XI e il XIII secolo, quasi sempre legate ad abbazie e a vie di pellegrinaggio, anche se la documentazione è più discontinua.

Il primato italiano appartiene all’Hotel Cavalletto e Doge Orseolo di Venezia, nato come locanda intorno al 1200 a due passi da Piazza San Marco e documentato come albergo dal 1308. In oltre sette secoli ha visto passare i dogi di ritorno dalla caccia e poi viaggiatori come Richard Strauss, Hermann Hesse e Winston Churchill. Oggi è un quattro stelle.

Accanto ai primati anagrafici, l’Italia ha una densità unica di ospitalità storica: alberghi ricavati in palazzi medievali e rinascimentali, ex conventi, dimore nobiliari. Il Danieli di Venezia, per esempio, è albergo “solo” dal 1822, ma abita un palazzo trecentesco: un caso tipico in cui l’edificio è molto più antico dell’attività alberghiera.

I primatisti della longevità

StrutturaLuogoAttiva dalPrimato
Nishiyama Onsen KeiunkanHayakawa, Giappone705 d.C.Hotel più antico del mondo (Guinness 2011)
Hoshi RyokanAwazu Onsen, Giappone718 d.C.Tra le più antiche imprese familiari al mondo
Zum Roten BärenFriburgo, Germania1120 circaLocanda più antica della Germania
Hotel Cavalletto e Doge OrseoloVenezia, Italia1200 circaAlbergo più antico d’Italia

Cosa rende un hotel “storico”

Il caso giapponese aiuta a distinguere tre cose che spesso si confondono. C’è l’edificio storico: un palazzo antico che oggi ospita un albergo. C’è l’attività storica: un’impresa di ospitalità che opera da generazioni, magari in un edificio rinnovato. E c’è la rarità assoluta del Keiunkan: attività ed edificio legati allo stesso luogo e alla stessa famiglia da secoli.

In Italia il tema è regolato anche dal mercato: esistono associazioni come Locali Storici d’Italia che censiscono alberghi, caffè e ristoranti con almeno settant’anni di vita e interni di valore documentato. Per un albergatore la qualifica di struttura storica è un posizionamento potente: racconta continuità, radicamento, autenticità, gli stessi valori che un boutique hotel di nuova apertura cerca di costruire con il progetto.

C’è però una lezione controintuitiva nel record giapponese: il Keiunkan non è un museo. È stato ricostruito e rinnovato più volte, l’ultima in modo radicale nel 1997, ed è arrivato a 1.300 anni proprio perché ogni generazione ha aggiornato la struttura senza tradirne l’identità. La longevità non premia chi congela, premia chi rinnova con coerenza.

Arredare un edificio storico oggi

Chi possiede o gestisce un hotel in un edificio d’epoca conosce la tensione quotidiana tra tutela e comfort. L’esperienza dei cantieri in strutture storiche insegna alcune regole ricorrenti.

Si comincia dal rilievo, sempre. Muri fuori squadra, spessori variabili, aperture che non si ripetono da una stanza all’altra: in un edificio antico due camere uguali non esistono, e un arredo standard lo dichiara al primo sguardo, con la fuga che si apre a ventaglio contro la parete. Servono mobili su misura per camere irregolari, disegnati sulle geometrie reali di ogni stanza, con quote prese punto per punto e non dedotte dalla pianta di progetto, che nei fabbricati d’epoca sbaglia con facilità di tre o quattro centimetri.

Dove c’è un vincolo della soprintendenza l’intervento deve poi essere rimovibile, e qui pannellature e boiserie autoportanti risolvono in un colpo solo impianti, acustica e protezione delle pareti antiche senza mettere un tassello negli intonaci originali. Sui materiali la regola è che legni, tessuti naturali e finiture opache dialoghino con l’esistente, mentre climatizzazione, prese e luci spariscono dentro gli arredi; è lo stesso equilibrio degli edifici alpini d’epoca, dove l’arredamento per hotel di montagna convive con strutture di due secoli. Sul comfort invece non si concedono deroghe: l’ospite perdona il pavimento che scricchiola e la finestra storta, non il materasso stanco o la parete che lascia passare la conversazione della camera accanto.

È il terreno naturale del contract su misura: come partner con una filiera di manifatture italiane selezionate e un solo referente dal rilievo al collaudo, lavoriamo spesso in edifici dove nessuna parete è dritta e nessuna camera si ripete. In questi progetti l’arredo non riempie lo spazio: lo interpreta, come fanno da tredici secoli le generazioni del Keiunkan.

Se i record di longevità raccontano l’ospitalità come continuità, il loro contrario esiste: strutture nate per stupire oggi e diverse da tutto, come quelle della classifica degli hotel più strani al mondo.

Domande frequenti

Qual è l’hotel più antico d’Italia?

È considerato tale l’Hotel Cavalletto e Doge Orseolo di Venezia, a due passi da Piazza San Marco: nato come locanda intorno al 1200, è documentato come albergo dal 1308. In sette secoli ha ospitato dogi e viaggiatori illustri, da Richard Strauss a Winston Churchill, e oggi è un quattro stelle in attività.

Qual è l’hotel più antico d’Europa?

Non esiste una certificazione univoca, ma tra i candidati più documentati c’è la locanda Zum Roten Bären di Friburgo, in Germania, il cui edificio risale al 1120 circa. Diverse locande inglesi e alpine rivendicano origini medievali; l’albergo più antico d’Italia, il Cavalletto di Venezia, è documentato dal 1308.

Qual è la differenza tra Nishiyama Onsen Keiunkan e Hoshi Ryokan?

Il Keiunkan, fondato nel 705 d.C. a Hayakawa, detiene il record Guinness di hotel più antico del mondo. Lo Hoshi Ryokan, fondato nel 718 ad Awazu Onsen, è stato a lungo ritenuto il primatista e conserva un record parallelo: è una delle più antiche imprese familiari al mondo, gestita dalla stessa famiglia da circa 46 generazioni.

Cosa rende un hotel storico?

Contano tre elementi: l’età dell’edificio, la continuità dell’attività ricettiva e la conservazione di interni di valore. In Italia associazioni come Locali Storici d’Italia censiscono strutture con almeno settant’anni di attività e ambienti documentati. Il caso giapponese insegna però che storico non significa immobile: le strutture più longeve sono quelle che si rinnovano restando coerenti con la propria identità.

Perché gli hotel più antichi del mondo sono in Giappone?

Per la tradizione degli onsen, le locande termali nate lungo le vie di pellegrinaggio, e per un modello di trasmissione familiare che in Giappone ha mantenuto la stessa attività nella stessa famiglia per decine di generazioni. Il Nishiyama Onsen Keiunkan e lo Hoshi Ryokan sono gestiti dalle famiglie fondatrici da oltre 1300 anni, un record che nessuna catena moderna può replicare.

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