Le guide di Arredamento Hotel

Guardaroba in hotel: dimensioni, misure e arredo

Pubblicato il 3 Settembre 2026

Il guardaroba si dimensiona sui capi, non sui coperti: serve un metro lineare di bastone ogni 18 capi appesi, cioè circa 5,5 centimetri a gruccia, e in stagione fredda lascia il cappotto fra il 70 e l’80% dei presenti. Una sala da 150 coperti in gennaio chiede quindi 6-7 metri lineari, che stanno in 8-10 mq di locale se i bastoni sono su due file affrontate.

Quanti capi arrivano davvero

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Il numero dei coperti serve solo come punto di partenza. In dicembre e gennaio, con un banchetto serale, si arriva a 0,7-0,8 capi a persona contando che qualcuno appende anche la borsa e che le famiglie consegnano tutto insieme. A marzo e in ottobre si scende a 0,4. Fra maggio e settembre il guardaroba di sala resta quasi vuoto e si trasforma in deposito per i cavalletti dei relatori, il che è normale e va previsto lasciando una campata di ripiani liberi.

Il momento critico non è la consegna ma il ritiro. All’ingresso le persone arrivano diluite su venti o trenta minuti, all’uscita di un banchetto escono tutte insieme. Un addetto esperto consegna quattro o cinque capi al minuto se le grucce sono numerate in ordine, tre se deve cercare. Duecento cappotti con una sola persona significano quaranta minuti di coda alle undici di sera, che è il ricordo con cui l’ospite lascia la struttura. Sopra i 150 capi le postazioni diventano due, con due file di bastoni indipendenti e numerazioni separate, tipo 1-100 e 101-200, così i due addetti non si intralciano davanti allo stesso tratto.

La tabella dei metri lineari

Coperti in salaCapi attesi in stagione freddaMetri lineari di bastoneSuperficie del localeAddetti al deflusso
4030-352 m3-4 mq1
8060-703,5-4 m5-6 mq1
150110-1306-7 m8-10 mq2
250180-21010-11 m13-16 mq2-3
400290-33016-18 m20-25 mq3-4

I 5,5 centimetri a capo valgono per un guardaroba presidiato, dove è l’addetto a comprimere le grucce e a sapere dove ha messo il numero 74. In un guardaroba self service si sale a 8-10 centimetri, perché l’ospite deve vedere il proprio cappotto e sfilarlo senza smuovere gli altri: a parità di capi lo spazio necessario quasi raddoppia. È il primo dato da mettere sul tavolo quando qualcuno propone di eliminare l’addetto per risparmiare.

Le superfici in tabella comprendono il banco e la corsia di servizio, non l’area di attesa davanti, che va contata a parte.

Profondità, altezza, portata

Una gruccia da adulto è larga fra 42 e 45 centimetri e un cappotto invernale occupa in spessore fino a 12. Con il bastone parallelo alla parete la profondità netta del vano non scende sotto i 60 centimetri, e 65 è la misura che consente di far scorrere le grucce senza che le maniche strofinino sul fondo. Sotto i 55 centimetri i capi lunghi si piegano contro il muro e tornano all’ospite con la piega addosso.

Il bastone va posato a 170 centimetri da terra nella versione presidiata: è la quota alla quale un addetto di statura media aggancia senza alzarsi sulle punte, e lascia liberi 25-30 centimetri fra l’orlo di un cappotto lungo e il pavimento. Nel self service si scende a 160-165, perché lo raggiunga anche chi è alto un metro e sessanta. Sopra il bastone, a 190-195, un ripiano profondo 35 centimetri raccoglie cappelli, caschi da moto e borse: senza quel ripiano finiscono tutti a terra sotto i cappotti.

Il tubo è il pezzo su cui non si risparmia. Diametro 30 millimetri in acciaio, spessore minimo 1,5, con reggibastone ogni 90-100 centimetri. Venti cappotti bagnati per metro lineare pesano fra 30 e 40 chili, e un tubo da 16 millimetri con appoggi a un metro e mezzo si imbarca già alla prima stagione. Chi allestisce sale banchetti con appendiabiti mobili e stand a rotelle deve guardare la stessa scheda tecnica: portata dichiarata per metro, ruote piroettanti con freno, base che non si ribalta quando tutti i capi finiscono su un’estremità.

Sotto i bastoni il pavimento resta libero e lavabile. Nelle strutture di montagna serve una griglia di raccolta o una vaschetta continua, perché in una serata da 200 capi la neve sciolta che cade da giacconi e doposci fa qualche litro d’acqua. Un piccolo ricambio d’aria evita che il locale, chiuso alle due di notte con dentro duecento cappotti umidi, la mattina dopo profumi di cantina.

Il banco, la coda e la posizione

Il piano del banco guardaroba sta fra 100 e 110 centimetri, la stessa quota del top lato ospite del banco reception, con un fronte utile di almeno 120 centimetri per postazione. Il passaggio per l’addetto va tenuto a 70-75 centimetri netti e non deve mai essere l’unico varco quando le postazioni sono due.

Davanti al banco serve un’area di accumulo profonda almeno 180 centimetri e larga quanto il fronte più mezzo metro per lato. Sei persone che aspettano il cappotto occupano quello spazio, e se non c’è lo prendono comunque dalla zona di passaggio, bloccando l’uscita. È l’errore più comune nei guardaroba ricavati in una nicchia del corridoio.

Sulla posizione la regola pratica è entro dieci metri dall’ingresso della sala e fuori dall’asse principale del percorso. Il guardaroba messo esattamente di fronte alla porta crea due flussi contrapposti sulla stessa linea; spostato di lato, anche solo dietro una quinta, funziona molto meglio e non compete visivamente con il resto dell’arredo delle aree comuni. Nelle strutture dove hall, lobby e reception occupano ambienti distinti, il guardaroba di sala va tenuto sul lato della sala e non su quello della hall, altrimenti gli ospiti del ristorante attraversano l’atrio in due direzioni durante il check in serale.

Un guardaroba di sala vive in un vano che quasi mai ha una forma comoda: sotto la rampa di una scala, in un rientro fra due pilastri, dietro una parete curva. Progettiamo internamente questi corpi su misura e li realizziamo con una filiera di manifatture italiane selezionate, con un solo referente dal rilievo al collaudo, perché la differenza fra un modulo standard e un pezzo disegnato sul rilievo, in un vano di sei metri quadri, vale due metri lineari di bastone.

Grucce numerate e contromarche

Grucce tutte uguali, in legno o in metallo, con il numero inciso o su targhetta rivettata, mai scritto a pennarello. Il set di contromarche è a due matrici con lo stesso numero: una resta sulla gruccia, l’altra va all’ospite, tipicamente un gettone o un cartoncino plastificato. Numerazione continua e mai interrotta, perché ogni buco nella sequenza costa cinque secondi di ricerca moltiplicati per il numero di capi.

Le grucce con gancio antifurto girevole, quelle che si sganciano solo ruotando in un verso, servono nei guardaroba non presidiati e sono inutili in quelli con addetto. Un fondo di scorta pari al 15% dei capi attesi copre le grucce rotte e quelle che l’ospite porta via distrattamente insieme al cappotto, cosa che succede più spesso di quanto si creda e va conteggiata fra gli oggetti che entrano e escono senza controllo durante una serata.

Tenete un registro dei capi non ritirati a fine serata, con descrizione e numero di gruccia, e conservarli in un armadio chiuso per almeno trenta giorni. La giacca dimenticata dopo un matrimonio ha spesso il portafoglio nella tasca interna.

Presidiato o self service

Il guardaroba con addetto è l’unica soluzione sensata sopra i 100 capi, per il tempo di deflusso e per il controllo. Sotto i 60 capi, nelle sale riunioni e nei ristoranti d’albergo con clientela abituale, un attaccapanni a parete o una struttura self service con grucce fisse funziona ed evita di impegnare una persona per tutta la serata.

Il punto che di solito non viene considerato è quello della responsabilità. Quando il capo viene consegnato a un addetto dietro un banco, si configura una consegna in custodia, e per le cose consegnate l’articolo 1784 del codice civile prevede una responsabilità piena dell’albergatore, senza il limite di cento volte il prezzo giornaliero di alloggio che vale invece per le cose semplicemente portate in albergo. Un guardaroba self service, dove nessuno prende in carico nulla, resta nel perimetro più leggero, ma solo se davvero non c’è personale che maneggia i capi: se l’addetto appende lui il cappotto, la custodia c’è anche senza contromarca. Chi vuole capire come questo si incastri con gli altri obblighi dell’albergatore faccia questa distinzione a monte, perché cambia anche la polizza da stipulare.

Il cartello “non si risponde degli oggetti lasciati incustoditi” non sposta la responsabilità di un millimetro nel guardaroba presidiato. Serve invece scrivere sulla contromarca che non si accettano oggetti di valore lasciati nelle tasche, e ricordarlo a voce quando si ritira un cappotto pesante.

La versione con serratura, cioè armadietti individuali chiusi anziché bastoni a vista, ha senso nelle sale congressi dove i partecipanti tornano al proprio capo più volte in giornata, e nelle spa. Occupa molto più spazio a parità di capi, circa il doppio, e va valutata solo se il locale lo consente. Gli stessi criteri costruttivi che si usano per gli armadi delle camere valgono qui: cerniere da 110 gradi, ante che non si imbarcano, bordi ABS su tutti i lati esposti.

Cosa si sbaglia più spesso

Il vano profondo 50 centimetri è l’errore numero uno, e non si corregge dopo. Il secondo è il bastone unico continuo lungo tutta la parete, che sembra la soluzione più capiente e invece impedisce di dividere la numerazione fra due addetti. Il terzo è il guardaroba senza illuminazione propria, dove l’addetto legge il numero della gruccia con la luce del corridoio.

Poi c’è il caso del guardaroba dimenticato in fase di progetto, che nelle strutture con sala banchetti si scopre alla prima cerimonia di dicembre. Fra i requisiti che si guardano per capire cosa deve avere un hotel quattro stelle il guardaroba compare quasi sempre nei regolamenti regionali quando esiste un ristorante aperto al pubblico, e recuperarlo a posteriori significa quasi sempre rubare spazio a un magazzino.

Se la sala fa banchetti, dimensionate sul numero massimo di coperti che potete servire, non su quello medio: un guardaroba sottodimensionato non si allunga, mentre uno con due metri di bastone in più costa poche centinaia di euro in fase di allestimento e diventa spazio utile per i complementi che ruotano fra le sale nei mesi in cui i cappotti non ci sono.

Domande frequenti

Quanti metri di guardaroba servono per 100 persone?

Circa quattro metri lineari di bastone in un guardaroba presidiato, calcolando che in stagione fredda consegna il capo il 70-80% dei presenti e che ogni gruccia occupa 5,5 centimetri. In un guardaroba self service la stessa quantità di capi richiede sei o sette metri, perché servono 8-10 centimetri a gruccia per permettere all’ospite di sfilare il proprio cappotto senza spostare gli altri.

A che altezza va messo il bastone del guardaroba?

A 170 centimetri da terra quando c’è un addetto, a 160-165 se il guardaroba è self service e devono arrivarci gli ospiti. Sopra il bastone conviene un ripiano a 190-195 centimetri, profondo 35, per cappelli, caschi e borse. Sotto il bastone il pavimento va lasciato libero, perché un cappotto lungo scende fino a 25-30 centimetri da terra.

Quanto deve essere profondo il vano guardaroba?

Almeno 60 centimetri netti con il bastone parallelo alla parete, meglio 65. La misura nasce dalla larghezza della gruccia, fra 42 e 45 centimetri, più lo spessore di un capo invernale e il gioco necessario a far scorrere le grucce. Sotto i 55 centimetri i cappotti lunghi restano schiacciati contro il fondo e tornano all’ospite pieni di pieghe.

L’hotel risponde del cappotto rubato dal guardaroba?

Nel guardaroba presidiato sì, e senza il limite di importo che vale per le cose semplicemente portate in albergo: il capo consegnato all’addetto rientra fra le cose consegnate in custodia, con responsabilità piena dell’albergatore. Nel guardaroba self service, se nessun addetto prende in carico i capi, la posizione è diversa. I cartelli di esonero non modificano la responsabilità nel primo caso.

Quante persone servono al guardaroba durante un banchetto?

Una fino a 150 capi, due oltre. Il vincolo non è la consegna all’ingresso, che avviene diluita nel tempo, ma il ritiro finale: un addetto riconsegna quattro o cinque capi al minuto, quindi duecento cappotti con una sola persona significano una coda di quaranta minuti. Con due postazioni conviene dividere anche la numerazione delle grucce, per non avere due addetti sullo stesso tratto di bastone.

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