Le guide di Arredamento Hotel

Computo metrico degli arredi per hotel: cos’è e come si fa

Pubblicato il 24 Agosto 2026

Il computo metrico degli arredi è il documento che permette di confrontare due offerte senza fare atti di fede: stessa numerazione, stessa descrizione, stesse quantità, e i prezzi unitari uno accanto all’altro. Su una commessa da venti camere un computo scritto bene fa emergere differenze del 20-30% che nel totale a piè di pagina restano invisibili. Non è l’elenco della spesa e non è il preventivo: è la base su cui si scrive il contratto e su cui, tra sei mesi, si discuteranno le varianti.

Chi arreda un albergo per la prima volta riceve tre offerte con tre strutture diverse, tre modi di raggruppare le voci e tre totali che differiscono di 40.000 euro. La reazione naturale è chiedere uno sconto al più caro. La reazione utile è chiedere a tutti e tre lo stesso computo.

Chi lo redige e su quale base

Arredi camera bambini per hotel

Il computo lo prepara la direzione lavori o il progettista degli interni, e lo si consegna ai fornitori come parte del capitolato degli arredi. Quando manca, e nelle strutture indipendenti manca quasi sempre, lo redige il fornitore in fase di offerta: legittimo, purché l’albergatore lo faccia poi girare identico agli altri concorrenti, altrimenti sta confrontando documenti scritti da autori diversi con lo stesso obiettivo di non essere confrontabili.

La base sono le piante quotate dopo il rilievo delle misure in cantiere, non le piante di progetto. La differenza fra le due, in un edificio degli anni Sessanta, sta fra i 3 e gli 8 cm per parete, e sono i centimetri che decidono se un armadio entra fra due muri o se serve un fianco di compensazione.

Come si struttura

Si divide per lotti e dentro ogni lotto per ambienti. Un impianto che funziona bene:

Lotto 1, camere, separate per tipologia: doppia standard, doppia superior, singola, junior suite, camera accessibile. Lotto 2, bagni, quando i mobili bagno sono forniti dallo stesso operatore. Lotto 3, corridoi e disimpegni di piano, con le pannellature, i numeri civici delle camere, i mobili di servizio dei piani. Lotto 4, hall, reception e lounge. Lotto 5, sala colazioni. Lotto 6, aree di servizio e uffici, che tutti dimenticano fino a due settimane dall’apertura.

Ogni voce ha un numero gerarchico che non cambia mai per tutta la durata della commessa, del tipo 01.03 per il terzo articolo del primo lotto. Sembra pedanteria burocratica finché non arriva la prima variante: a quel punto la mail che dice “cambiamo il comodino” costa mezza giornata di telefonate, mentre “variante alla voce 01.04, comodino, da finitura rovere naturale a rovere fumé, differenza 38 euro cadauno” si approva in tre minuti.

La descrizione della singola voce deve contenere, in questo ordine: la denominazione dell’articolo, le dimensioni in centimetri nell’ordine larghezza per profondità per altezza, il materiale della struttura con lo spessore dei pannelli, il tipo e lo spessore del bordo, la finitura con il codice del campionario, la ferramenta con marca e cicli dichiarati, e la classe di reazione al fuoco dove serve. Una descrizione del tipo “armadio tre ante finitura a scelta” non è una voce di computo, è un desiderio.

Sulla reazione al fuoco vale una precisazione pratica: la voce deve riportare la classe richiesta, non un generico riferimento alla conformità. Il certificato ignifugo dei mobili per hotel si emette per uno specifico assieme di materiali, quindi se in corso d’opera cambia il tessuto della testiera cambia anche il certificato, e chi non lo ha scritto nel computo se ne accorge il giorno del collaudo.

Le unità di misura, e perché non si mischiano

A pezzo si computano tutti gli arredi mobili: letti, comodini, poltroncine, portavaligie, scrivanie, specchiere. Al metro lineare si computano gli elementi il cui sviluppo cambia da ambiente ad ambiente: boiserie, banconi, panche, zoccolature, testiere continue che corrono su più camere. Al metro quadro si computano le pannellature a parete, gli specchi su misura, i rivestimenti. A corpo si computano le lavorazioni non scomponibili in modo sensato: il montaggio di una camera, la fornitura del banco reception disegnato su misura, il trasporto.

Il problema nasce quando lo stesso elemento compare a corpo in un’offerta e al metro lineare in un’altra. Il bancone reception preventivato “a corpo, 8.400 euro” contro “ml 4,20 a 1.850 euro/ml” fa 8.400 contro 7.770, e sembra che il secondo sia più conveniente. Poi si guarda cosa comprende: nel primo ci sono il piano operatore ribassato, il vano stampante ventilato e lo zoccolo rientrato con luce lineare, nel secondo no, e diventano tre supplementi in corso d’opera. La regola operativa è chiedere che gli elementi su misura siano computati a corpo ma con l’elenco delle lavorazioni comprese, e che tutto ciò che si ripete identico sia computato a pezzo.

Le quantità vanno controllate prima dei prezzi, sempre. Su venti camere doppie i comodini sono 40, non 20, e capita più spesso di quanto si creda che un’offerta ne conti 20 e chiuda il totale più basso di tutti. Stessa cosa per le zoccolature: 12 metri lineari a camera diventano 240 metri, che a 14 euro sono 3.360 euro, cioè una voce che sparisce facilmente e ricompare in fattura.

Un estratto di computo per una camera doppia standard

Questo è l’ordine di grandezza di una doppia contract di fascia media nel 2026, prezzi indicativi di fornitura, IVA esclusa, per un lotto di venti camere. Il bagno non è compreso.

N.VoceDescrizione sinteticaU.M.Q.tàPrezzo unit.
01.01Armadio 3 ante120x60x230, fianchi 25 mm nobilitato, bordo ABS 2 mm laser, cerniere 100.000 cicli, asta e cassafortecad1980 euro
01.02Letto matrimoniale160×200, telaio metallico, rete a doghe faggio, fascia paracolpi perimetralecad1520 euro
01.03Testiera imbottitah 120 cm, tessuto classe 1 IM, fissaggio a parete a scomparsaml1,80235 euro/ml
01.04Comodino sospeso45x38x28, un cassetto su guide a estrazione totale con frenata, presa e USB integratecad2245 euro
01.05Consolle con vano frigobar130x50x75, vano ventilato, passacavi, top HPL 12 mmcad1610 euro
01.06Poltroncinastruttura in faggio massello, tessuto classe 1 IM, seduta su cinghie elastichecad1330 euro
01.07Portavaligie a pareteribaltabile, struttura metallica verniciata, cinghie sostituibilicad1115 euro
01.08Specchiera70×100, cornice in metallo, vetro con pellicola antisfondamentocad1155 euro
01.09Boiserie testata lettopannellatura h 240, essenza impiallacciata, predisposizione staffe TVmq5,40195 euro/mq
01.10Zoccolatura perimetraleh 8 cm, in tinta con la boiserie, angoli a 45 gradiml12,0014 euro/ml
01.11Montaggio cameradue montatori, posa completa, regolazioni, pulizia e ritiro imballia corpo1280 euro

Il totale di riga fa circa 4.470 euro a camera. Su venti camere sono 89.400 euro, e già così il numero si tiene dentro le fasce che si usano per il budget per camera di un albergo da arredare. Quello che manca a questo estratto, e che va aggiunto come lotto a parte, sono trasporto, quota di progettazione esecutiva, campionature, smaltimento degli imballi e la camera pilota.

Confrontare due computi e non farsi sorprendere dalle varianti

La prima operazione è materiale: si mettono le due offerte in due colonne dello stesso foglio, riordinate secondo la numerazione del computo di base, che nelle gare per forniture di arredi alberghieri è vincolante e negli affidamenti privati andrebbe imposto lo stesso. Se un fornitore ha raggruppato tre voci in una, gliela si fa scomporre. Chi si rifiuta di scomporre sta difendendo un margine su una voce specifica, e quella è esattamente la voce da guardare.

Poi si cercano le assenze, che pesano più delle differenze di prezzo. Le voci che spariscono più spesso sono le zoccolature, i coprifili delle porte, i fianchi di compensazione per le pareti fuori squadro, il trasporto al piano, lo smaltimento degli imballi, le regolazioni dopo il primo mese di esercizio e i ricambi di primo impianto. Ognuna vale fra i 500 e i 4.000 euro su una commessa media, e insieme spiegano quasi sempre la differenza fra il preventivo più basso e gli altri.

Le varianti nascono in quattro punti, e tre si possono chiudere prima della firma. Le misure rilevate dopo l’ordine, quando il rilievo è stato fatto a campione su due camere e le altre diciotto sono diverse. Le murature fuori squadro, che su un edificio storico sono la norma e vanno gestite con fianchi di compensazione previsti a computo, non scoperti in fase di montaggio. Il cambio di finitura deciso dopo la campionatura, che è legittimo ma va tariffato in anticipo, e che quasi sempre si porta dietro qualche settimana in più sui tempi di produzione degli arredi alberghieri perché il pannello in quella tinta va riordinato. Il quarto punto, gli impianti spostati, dipende da altri e non si controlla: si controlla solo la clausola che stabilisce chi paga il fermo cantiere.

Lo strumento che chiude tutto è l’elenco prezzi unitari allegato al contratto, con i prezzi di ogni voce validi per dodici mesi anche in aumento o diminuzione delle quantità, più il costo orario della manodopera di montaggio. Con quel documento in mano una variante si calcola in cinque minuti; senza, si tratta al buio in un momento in cui l’albergatore ha già pagato l’acconto e ha una data di apertura sul collo. Vale la stessa logica dei criteri con cui si sceglie un partner per gli arredi contract: quello che conta non è il numero scritto oggi, è quanto sarà faticoso modificarlo fra sei mesi.

Un’ultima voce che quasi nessuno mette a computo e che dovrebbe esserci sempre: i ricambi di primo impianto. Due cerniere per tipo, quattro piedini regolabili, una serie di cinghie del portavaligie, un metro quadro di ciascuna finitura conservato in magazzino. Costa meno dell’1% della fornitura e risolve i primi tre anni di sostituzione di ricambi e finiture dei mobili senza riaprire una pratica con il fornitore. Se in gara nessuno lo ha previsto, si aggiunge come voce 99.01 e si chiede a tutti di quotarla.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra computo metrico e preventivo?

Il computo metrico elenca voci, descrizioni tecniche e quantità ed è lo stesso per tutti i fornitori invitati; il preventivo è la risposta economica di un singolo operatore su quelle voci. Se ogni fornitore usa il proprio elenco, i totali non sono confrontabili perché non descrivono lo stesso oggetto. L’albergatore che non ha un computo può farne redigere uno dal primo fornitore e poi girarlo identico agli altri.

Quali voci mancano più spesso in un computo di arredi?

Zoccolature, coprifili, fianchi di compensazione per le pareti fuori squadro, trasporto al piano, smaltimento degli imballi, quota di progettazione esecutiva, campionature e ricambi di primo impianto. Insieme valgono fra il 6 e il 12% del valore della fornitura e spiegano gran parte della differenza fra l’offerta più bassa e le altre. Vanno chieste per iscritto prima di firmare, non discusse in cantiere.

Perché il prezzo unitario conta più del totale?

Perché il totale vale solo finché le quantità non cambiano, e su una commessa di arredi cambiano sempre. Con l’elenco prezzi unitari allegato al contratto e valido dodici mesi, ogni variante si calcola applicando il prezzo già concordato alla nuova quantità. Senza, la variante diventa una trattativa che si apre quando l’acconto è già versato e la data di apertura è fissata.

In che unità di misura si computano gli arredi su misura?

Gli elementi ripetuti identici si computano a pezzo, le boiserie e i banconi al metro lineare, le pannellature e gli specchi al metro quadro, le lavorazioni non scomponibili a corpo. Un elemento su misura computato a corpo va accompagnato dall’elenco delle lavorazioni comprese, altrimenti il confronto con un’offerta al metro lineare è privo di senso. Mischiare le unità fra due offerte è il modo più semplice per rendere impossibile la comparazione.

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