Le guide di Arredamento Hotel

Come arredare la SPA di un hotel: consigli e idee

Pubblicato il 10 Giugno 2026

Arredare una SPA d’albergo significa prendere una decina di decisioni binarie, quasi tutte fra un’opzione che costa meno oggi e una che dura il triplo. Le misure di partenza sono note: lettini relax da 190-200 per 65-75 cm con schienale inclinato fra 25 e 35 gradi, armadietti larghi 30-40 cm e profondi 45-50, panche con seduta a 40-45 cm, cabine singole da 8-9 m², luce fra 2200 e 2700 K dimmerabile. Quello che manca nei capitolati che girano è il verdetto su ogni bivio, e il criterio con cui si giudica è uno: in SPA gli arredi non li distrugge l’umidità dell’aria, li distruggono l’acqua di lavaggio del pavimento e un protocollo di disinfezione quotidiano.

Le cinque zone della SPA e i loro requisiti di umidità

Mobile bagno per hotel in noce con top in pietra e specchio rotondo

Nessuna delle scelte successive ha senso se la SPA viene trattata come un unico locale, perché in pochi metri le condizioni cambiano radicalmente. L’accoglienza sta su umidità normale, 45-60%, e si arreda come una piccola hall, ma pavimento e zoccoli seguono comunque le regole della zona umida perché ci passano piedi bagnati e teli.

Gli spogliatoi stanno fra il 60 e il 75%, con acqua sul pavimento. La zona umida vera, docce, sauna, bagno turco e percorso, va dall’80 al 100%, con temperature che in sauna arrivano a 90-100 gradi e cloro se c’è idromassaggio. Relax e tisaneria stanno al 50-65% con 24-28 gradi. Le cabine tornano a 45-55%, con requisiti forti su igiene, ergonomia e silenzio.

Il primo atto di un rilievo è mappare queste zone sulla planimetria e assegnare a ciascuna una specifica materiali. Chi lo salta compra un lotto unico di mobili e dopo una stagione ne rifà un terzo.

Materiali per la zona umida: HPL compatto, inox e legni stabili

È il confronto che vale più soldi, perché riguarda il grosso dei metri quadri di mobile. Il nobilitato melaminico da 18 mm ha un nucleo truciolare che si gonfia da qualsiasi punto non sigillato: un bordo mancante sul retro, un foro di ferramenta, un taglio in opera. In zona umida non regge in nessuna finitura; negli spogliatoi può stare, ma solo con zoccolo rialzato, bordatura ABS da 2 mm su tutti i lati e nessun contatto con il pavimento. L’HPL compatto da 10-13 mm non ha un nucleo da proteggere: se lo tagli resta HPL, se lo disinfetti ogni giorno non si opacizza.

Il verdetto va per zone. In zona umida e su tutto quello che tocca acqua stagnante, HPL compatto, HDPE o polipropilene, senza alternative. Negli spogliatoi, HPL compatto su armadietti e fronti. In relax e in cabina il nobilitato torna in gioco, e lì la differenza di costo va spesa altrove.

MaterialeZona umidaSpogliatoiRelax e cabineNota tecnica
HPL compatto 10-13 mmsìsìsìmassa omogenea, lavabile con disinfettanti
Polipropilene e HDPEsìsìno, per esteticaindifferente ad acqua e cloro
Acciaio inox AISI 316sìsìsìnecessario con cloro, l’AISI 304 si punteggia
Teak, accoya, irokosìsìsìstabili in umidità, restano freddi al tatto
Nobilitato melaminico 18 mmnocon zoccolo rialzatosìil nucleo si gonfia da ogni punto non sigillato
Gres o Dekton sui pianisìsìsìprima scelta per piani lavabo e top cabina

Restano due dettagli non negoziabili in zona bagnata. Nessun mobile appoggiato a terra: o sospeso, o su piedini inox regolabili da almeno 10-12 cm. E ferramenta interamente inox o nylon, viti e tasselli compresi, perché una cerniera nichelata in un bagno turco si ossida in una stagione e le colature di ruggine su una finitura chiara non vengono più via.

Armadietti e panche per lo spogliatoio: materiali e misure

Gli spogliatoi ricevono più critiche di qualunque altra zona e assorbono meno budget di tutte. Il dimensionamento parte da un dato di gestione: la capienza si calcola sulla contemporaneità nelle ore di punta, indicativamente il 25-40% dei posti letto, e va rivista verso l’alto se la SPA è aperta a clientela esterna.

Sul materiale il confronto è a tre. Il metallo verniciato a polveri è il più economico e funziona, ma con cloro in aria si punteggia sugli spigoli entro tre o quattro stagioni. Il laminato su supporto idrofugo con zoccolo inox è una via di mezzo accettabile, purché la bordatura sia integra. HPL compatto e HDPE durano quanto la SPA. Il verdetto: con idromassaggio o docce vicine allo spogliatoio, HPL compatto o HDPE; il metallo verniciato ha senso solo in strutture stagionali o dove è già previsto un rifacimento.

Le misure: larghezza 30-40 cm, 40-45 se devono entrare i cappotti; profondità 45-50 cm, minimo per una gruccia di traverso; altezza a colonna 180-190 cm, o due livelli da 90-95. Dentro, barra inox, un ripiano alto, un gancio basso e aerazione su anta o fianco, perché un armadietto cieco che riceve un costume bagnato produce odore in ventiquattro ore.

Sulle panche il verdetto è secco: doghe. Quelle imbottite assorbono l’acqua del costume e restano umide, e nessun rivestimento lo cambia. Vanno doghe in teak o accoya distanziate 8-12 mm perché l’acqua sgoccioli, seduta a 40-45 cm, profondità 35-40 cm a parete e 70-80 per le panche centrali, con griglia portascarpe sotto. Attorno si dimenticano quattro dotazioni: ganci ogni 60-80 cm, uno specchio a figura intera, un piano con phon e presa a 100-110 cm e un cesto chiuso per i teli usati.

Serrature degli armadietti: chiave, gettone o RFID

La serratura vale più del mobile, perché è il componente che si rompe e quello che genera lavoro alla reception. La chiave a cilindro con master costa poco, ma le chiavi si perdono e ogni perdita è una sostituzione; il gettone recuperabile riduce il problema dove l’accesso è presidiato; la serratura elettronica a codice o RFID abbinata alla card di camera elimina la gestione delle chiavi, con un sovrapprezzo indicativo fra 60 e 160 euro per armadietto.

Il verdetto dipende dal modello di accesso, non dalle stelle. Dove gli ospiti entrano in SPA senza passare da un addetto, l’RFID si ripaga nel tempo di lavoro risparmiato al ricevimento. Dove l’accesso è su prenotazione, gettone o chiave con master restano razionali, e i soldi risparmiati vanno sul materiale dell’armadietto.

Lettini relax: rete tecnica, imbottito o legno con cuscino

È la zona per cui l’ospite ricorda la SPA, e quella dove un mobile sbagliato si nota subito. La geometria non cambia fra le tre famiglie: lunghezza 190-200 cm, larghezza seduta 65-75 cm, altezza seduta 38-42 cm, schienale fra 25 e 35 gradi con alzata sotto le ginocchia. Sotto i 20 gradi si sta scomodi, sopra i 40 non ci si rialza. Con questi valori il lettino funziona anche per un ospite di novant’anni, che è il vero collaudo.

Cambia il rivestimento. I lettini in tessuto tecnico su struttura inox o alluminio, con rete in polipropilene o PVC poliestere, si asciugano in minuti e si lavano con disinfettante. Gli imbottiti in similpelle contract danno comfort superiore, ma richiedono similpelle idrorepellente e resistente ai disinfettanti alcolici, con Martindale sopra i 50.000 cicli, e vanno omologati in Classe 1 IM. Quelli in legno stabile con cuscino sfoderabile hanno struttura indistruttibile e spostano la parte deperibile su un componente lavabile e sostituibile a parte.

Il verdetto: rete tecnica a ridosso di docce e piscina, dove ci si sdraia bagnati; legno con cuscino sfoderabile nella relax asciutta, miglior compromesso fra durata e comfort; imbottito solo in relax separate dall’acqua e con capitolato di resistenza chimica scritto nero su bianco. Il conto che convince i clienti: un lettino con rivestimento non disinfettabile costa il 20-30% meno e va sostituito in un terzo del tempo.

Sulle distanze non c’è margine: almeno 60-70 cm fra due lettini affiancati, meglio 80 senza separazioni, e un lettino ogni 4-6 m², perché sopra questa densità la relax diventa una sala d’attesa. Per l’attesa all’ingresso valgono i criteri delle poltrone per hotel, con lo stesso obbligo di omologazione.

Cabina massaggi: dimensioni minime e dotazioni

La cabina è uno spazio di lavoro, e chi la arreda pensando solo all’atmosfera consegna un ambiente in cui l’operatore lavora male. Un massaggio di cinquanta minuti fatto in condizioni scomode si sente.

La dimensione di riferimento per una singola è 3,00 per 2,80 m, cioè 8-9 m², che garantisce 70-80 cm liberi su tre lati del lettino. Sotto i 7 m² l’operatore non gira intorno al lettino, e il verdetto è di rinunciare a una cabina piuttosto che ricavarne due sottodimensionate. Una doppia chiede 14-16 m², una singola con doccia interna 12-14.

Dentro servono un mobile servizio con piano lavabile lungo 100-140 cm e alto 90-95, su piedini, un lavabo con comando a gomito, un carrello su ruote piroettanti con freno, un armadio chiuso per prodotti e biancheria pulita, uno sgabello operatore regolabile fra 45 e 60 cm, e per l’ospite appendiabiti, sgabello e un piano per gli effetti personali: sono le dotazioni omesse più spesso, e senza di esse i vestiti finiscono sul lettino. Il lettino trattamento resta attrezzatura tecnica da scegliere con il responsabile SPA. Sul silenzio, che in cabina è parte del trattamento, la porta conta più dei pannelli: a battuta, con guarnizione perimetrale e soglia paraspifferi. In zona relax il problema è invece il riverbero, che si abbatte con pannelli fonoassorbenti idrorepellenti a parete e soffitto e con rallentatori su tutte le ante.

Illuminazione della SPA: scenari dimmerabili per zona

Chi installa un unico interruttore per tutta la SPA risparmia poche centinaia di euro e rende ingestibili ambienti con esigenze opposte. Il verdetto è scontato ma succede ancora: scenari separati per zona, dimmerabili, sotto il controllo dell’operatore.

ZonaKelvinIlluminamentoNota
Accoglienza e spogliatoi2700-3000 K150-300 luxluce frontale sullo specchio, CRI sopra 90
Zona umida2200-2700 K50-100 luxIP65 minimo, IP67 in doccia
Zona relax2200-2700 K30-80 lux dimmerabilinessuna sorgente in asse ai lettini
Cabina2700 K ambiente, 3000-4000 K lavoro50 lux scenario, 300-500 localizzatadoppio circuito

Gli errori che si ripetono sono due: il faretto in asse al lettino relax, che manda luce negli occhi di chi è coricato, e i 4000 K negli spogliatoi, che rendono la pelle grigia davanti allo specchio. La luce indiretta nascosta nelle nicchie dei rivestimenti risolve entrambi.

Quanto costa arredare una SPA e dove concentrare la spesa

Un arredo SPA completo per una struttura media, con spogliatoi, zona relax, tisaneria e una o due cabine, sta indicativamente fra 25.000 e 90.000 euro, esclusi impianti, saune, vasche e rivestimenti. Le variabili che spostano il totale sono il numero di armadietti e il livello dei rivestimenti dei lettini.

Se il budget non copre tutto, l’ordine di priorità è questo: prima i materiali della zona umida e degli spogliatoi, irreversibili; poi i rivestimenti dei lettini, che si consumano a vista; poi la scenografia luminosa, che costa poco e cambia molto; per ultime le finiture dell’accoglienza, unica zona dove intervenire dopo non comporta smontaggi.

Tutto si decide sul rilievo, non su un catalogo: la mappa delle cinque zone, le specifiche materiali e il conteggio degli armadietti sulla contemporaneità reale sono il contenuto di una progettazione fatta bene, e servono a ottenere un preventivo confrontabile. Dove la SPA si aggiunge a una struttura esistente, il coordinamento con gli arredi delle aree comuni evita il salto di linguaggio fra piano wellness e hall.

Domande frequenti sull’arredamento della SPA in hotel

Quali materiali reggono davvero nella zona umida di una SPA?

HPL compatto da 10-13 mm, HDPE o polipropilene, acciaio inox AISI 316 dove c’è cloro in aria, e legni stabili come teak e accoya. I mobili vanno sospesi o su piedini inox da almeno 10-12 cm, con ferramenta inox. Il nobilitato non è ammissibile in zona umida in nessuna finitura.

Quanti armadietti servono nello spogliatoio?

Indicativamente il 25-40% dei posti letto, calcolato sulla contemporaneità nelle fasce di punta e non sul totale. Con SPA aperta a clientela esterna il conteggio va rifatto sugli ingressi giornalieri previsti. Conviene lasciare in progetto lo spazio per un’estensione, perché aggiungere una fila dopo è quasi sempre impossibile.

Conviene la serratura RFID collegata alla card di camera?

Conviene dove gli ospiti accedono alla SPA senza passare da un addetto, perché elimina la gestione delle chiavi perse e il lavoro che ne deriva al ricevimento. Il sovrapprezzo è indicativamente fra 60 e 160 euro per armadietto. Dove l’accesso è presidiato, gettone o chiave con master restano razionali.

Che misure deve avere un lettino relax?

Lunghezza 190-200 cm, larghezza seduta 65-75 cm, altezza seduta 38-42 cm e schienale fra 25 e 35 gradi con alzata sotto le ginocchia. Sotto i 20 gradi la posizione è scomoda, sopra i 40 diventa difficile rialzarsi. Il rivestimento va in tessuto tecnico traspirante o similpelle disinfettabile, su struttura inox, alluminio o legno stabile.

Cosa succede se realizzo una cabina da 6 m²?

L’operatore non riesce a girare intorno al lettino e lavora sempre dallo stesso lato, con conseguenze sulla qualità del trattamento e sulla sua schiena. Servono 70-80 cm liberi su tre lati, che portano la cabina singola a 8-9 m². Meglio una cabina in meno, dimensionata bene, che due in cui si lavora male.

Gli imbottiti della SPA devono essere omologati?

Sì. Le sedute e i lettini imbottiti destinati agli ambienti comuni di una struttura ricettiva richiedono l’omologazione in Classe 1 IM riferita all’insieme di tessuto e imbottitura, con documentazione conservata ed esibibile in caso di verifica. Riguarda anche i lettini relax e le poltroncine di attesa.

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