Arredamento spa e wellness per hotel

Arredamento spa e wellness per hotel

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In una spa d’albergo l’aria sta stabilmente fra il 65 e il 75% di umidità relativa e contiene cloro. Un mobile costruito con i materiali che vanno benissimo in camera si gonfia sui bordi entro la prima stagione e la ferramenta comincia a puntinare di ruggine dopo otto mesi. Realizziamo arredi per aree umide con pannelli idrorepellenti V313 bordati in ABS da 2 mm su tutti e quattro i lati e ferramenta in acciaio inox AISI 316, che è l’unico che regge il cloro. Progetto, realizzazione e montaggio con un solo referente.

Cosa distrugge davvero i mobili di una spa

Non è l’acqua che schizza, è il vapore che entra dai bordi. Un pannello nobilitato ha superfici impermeabili sopra e sotto, ma il taglio è truciolare nudo: assorbe umidità dall’aria, si dilata e solleva il bordo. Il punto dove succede sempre per primo è lo spigolo inferiore dei fianchi a terra, perché lì l’acqua ristagna dopo il lavaggio del pavimento.

Il secondo nemico è il cloro combinato, le cloramine, che nell’aria di una sala piscina è molto più aggressivo del cloro nell’acqua. Attacca l’acciaio AISI 304 per corrosione puntiforme, quella che produce i puntini bruni sulle cerniere e sulle maniglie. La contromisura è il 316, che contiene molibdeno, oppure ferramenta in alluminio anodizzato e in tecnopolimero.

Il terzo è il ciclo termico. Vicino a sauna e bagno turco un mobile passa da 25 a 45 gradi più volte al giorno, e i giunti incollati con colle vinilici cedono. In quelle zone si lavora con colle poliuretaniche e strutture smontabili a giunzione meccanica.

Chi progetta una spa partendo dall’estetica sbaglia l’ordine dei fattori. Il materiale si decide prima, e poi si trova la finitura che gli assomiglia. Sulle scelte d’insieme, dai flussi ai materiali, incide la logica con cui si organizza l’area benessere di un hotel fin dal layout.

Gli elementi che realizziamo

Armadietti spogliatoio

Il pezzo più sollecitato dell’intera spa. Li realizziamo in laminato fenolico compatto da 10 o 13 mm, che è un materiale massello di resine e cellulosa: non ha bordi da proteggere perché è pieno, non si gonfia e si lava con detergenti clorati. Larghezza tipica 30 o 40 cm, profondità 50, altezza 180 con piedini in inox che tengono il fondo a 12 cm dal pavimento. Serratura a moneta, a chiave o RFID secondo il tipo di gestione, e feritoie di aerazione in alto e in basso perché un armadietto chiuso con dentro un costume bagnato diventa una serra.

Lettini relax e sedute

Struttura in alluminio verniciato a polveri o in legno lamellare trattato, rivestimento in similpelle nautica con trattamento antimuffa e resistenza agli oli da massaggio, che sono la vera causa delle macchie permanenti. Cuciture saldate ad alta frequenza invece che cucite: il filo è il punto da cui l’acqua entra nell’imbottitura e da cui parte la muffa. Imbottitura in poliuretano a celle aperte con densità 35 kg/m³ e drenaggio sul fondo.

Banco accoglienza spa e vetrina prodotti

Fronte in solid surface o in fenolico compatto, top a 110 cm sul lato cliente e 90 sul lato operatore. Prevediamo sempre un vano chiuso per teli e ciabatte e una vetrina illuminata per i prodotti da rivendita, che nelle spa d’albergo genera una quota di ricavo non trascurabile e che senza un mobile dedicato non funziona.

Mobili per docce, servizi e zone di transito

Panche, portateli, appendiabiti e contenitori per il lino sporco, tutti su piedini rialzati e con fondi in griglia o forati per il drenaggio. Le finiture seguono la stessa logica dei mobili per bagno hotel, con un grado di protezione più alto perché qui l’umidità non è un picco di venti minuti ma una condizione permanente.

Arredi per la zona relax

Chaise longue, tavolini bassi, contenitori per tisane e acqua. Qui si può alleggerire sui materiali, perché l’ambiente è asciutto e riscaldato, ma serve attenzione ai tessuti, che devono reggere il contatto con la pelle umida e con gli accappatoi. Tessuti tecnici lavabili sopra i 50.000 cicli Martindale, sfoderabili dove possibile.

L’errore che si paga di più: la zona relax rumorosa

Una spa si vende sul silenzio, e quasi nessuna spa d’albergo è silenziosa. Il motivo è che superfici dure, soffitti bassi e macchine tecniche producono un riverbero lunghissimo, in cui una conversazione a bassa voce a cinque metri si sente perfettamente e il ronzio della pompa di calore diventa il sottofondo dell’esperienza.

Il tempo di riverbero in una zona relax dovrebbe stare sotto 0,8 secondi. Ci si arriva con pannelli fonoassorbenti lavabili a soffitto, tende pesanti alle vetrate e arredi imbottiti: in una sala da 40 m² bastano 12 m² di superficie assorbente ben distribuita per dimezzare il riverbero.

L’altra metà del lavoro è impiantistica e va chiesta a chi fa il progetto meccanico: canali dimensionati per velocità dell’aria sotto i 3 m/s alle bocchette, silenziatori sulle mandate, macchine fuori dal volume della zona relax. Se il locale tecnico confina con la sala relax, nessun pannello fonoassorbente risolverà il problema.

Umidità, ventilazione e cosa chiedere al progettista

I mobili durano se l’aria è controllata. Una sala piscina interna vuole aria a 30 gradi con umidità relativa fra 60 e 65%, cioè due gradi sopra la temperatura dell’acqua per limitare l’evaporazione, e un ricambio fra 4 e 8 volumi ora. Se il deumidificatore è sottodimensionato, o se qualcuno lo spegne di notte per risparmiare, ogni mobile invecchia al doppio della velocità.

Prima di quotare verifichiamo due cose: dove sono le bocchette di mandata, perché un mobile investito da un getto d’aria umida a un metro è condannato, e se esiste uno scarico a pavimento sotto la linea degli armadietti.

Sulle finiture a vista, in un ambiente dove tutti camminano scalzi e trascinano borse, il criterio è la riparabilità più della durezza iniziale: le superfici antigraffio con buon comportamento alla riparazione permettono un ripristino locale invece della sostituzione dell’anta.

Piscina e palestra: stesse regole, sollecitazioni diverse

Nell’area piscina esterna il problema si sposta sui raggi UV e sugli sbalzi termici. Lettini e sedute vogliono strutture in alluminio, tessuti in polipropilene o poliestere solution dyed con solidità alla luce almeno 7 sulla scala blu, e viteria inox. Sul dimensionamento e sulla disposizione delle sedute intorno alla vasca pesa quanto e come si arreda l’area piscina rispetto ai percorsi bagnati.

In palestra la variabile è il sudore, che è salino e corrode più di quanto si creda, insieme alle vibrazioni degli attrezzi. Armadietti, panche e mobili portasalviette seguono gli stessi materiali della spa, mentre pavimento e specchi hanno regole loro che rientrano in come si allestisce la palestra di un hotel.

Sui tempi di realizzazione: dal rilievo al disegno esecutivo passano due settimane, la realizzazione richiede fra 7 e 9 settimane, il montaggio di una spa completa di spogliatoi, banco e zona relax si chiude in quattro o cinque giorni. Per un preventivo servono la pianta con le quote, l’indicazione dei locali tecnici e il numero di armadietti previsti: puoi richiederlo qui.

Domande frequenti

Si possono usare mobili normali in una spa se la ventilazione è buona?

No, e la ventilazione buona è la prima cosa che salta quando l’albergo taglia i consumi in bassa stagione. Un pannello non idrorepellente si gonfia in modo irreversibile alla prima settimana di deumidificatore fermo, e il danno non si ripara. Il sovrapprezzo dei materiali corretti è intorno al 15%.

Quanto dura un armadietto spogliatoio in fenolico compatto?

Oltre quindici anni con la sola manutenzione ordinaria, perché il materiale è pieno e non ha strati da delaminare. La parte che cede prima è la serratura, soprattutto quella a moneta, che dopo qualche migliaio di cicli va sostituita. Prevediamo sempre serrature standard e reperibili singolarmente.

Che differenza c’è fra acciaio AISI 304 e 316?

Il 316 contiene molibdeno, che lo rende resistente alla corrosione da cloruri. Nelle sale piscina e nei bagni turchi il 304 sviluppa puntinature marroni entro un anno, mentre il 316 resta pulito. Il costo della ferramenta in 316 incide su un progetto spa per poche centinaia di euro, quindi non ha senso risparmiarci.

Potete lavorare in una spa che resta aperta?

Sì, in genere si procede per zone chiudendo prima gli spogliatoi e poi la zona relax, con lavorazioni concentrate nelle fasce orarie di minor affluenza. Le zone umide vanno però svuotate e asciugate durante i montaggi, quindi la piscina resta accessibile ma i servizi accessori chiudono a rotazione per due o tre giorni.

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