Arredamento per hotel a Riccione e Cattolica

Arredamento per hotel a Riccione e Cattolica

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Sulla riviera si rinnova un piano per volta, ogni inverno, con un budget deciso a novembre e una riapertura che non si sposta. In dodici camere da 14 metri quadrati bisogna far entrare quattro persone con le valigie, e ci si riesce solo lavorando al centimetro sulle misure reali della stanza. Progettiamo e realizziamo arredo su misura per le strutture familiari di Riccione, Misano e Cattolica, con montaggio fra gennaio e aprile e consegna prima dei primi arrivi.

Un piano all’anno, per quattro anni

Il modello che funziona qui non è il rifacimento totale in una stagione. È il piano per anno, con lo stesso disegno ripetuto, in modo che alla fine del ciclo l’albergo sia coerente e il conto sia stato spalmato su quattro esercizi. Perché regga, il progetto va congelato al primo anno: stesse essenze, stessi tessuti, stessa maniglia, stesso codice di laccatura. Teniamo i campioni fisici e li rimettiamo in linea a ogni lotto, così il piano rifatto nel quarto anno non stona con quello del primo.

Il vantaggio pratico è anche sul prezzo. Ripetere quattro volte lo stesso pezzo con la stessa attrezzatura costa meno che disegnare quattro camere diverse, e la parte di progettazione si paga una volta sola. Le variabili che spostano davvero il budget per camera sono il numero di finiture e la ripetibilità: in questa fascia una camera rifatta con arredo su misura, senza bagno e senza opere, sta di solito fra 3.800 e 6.500 euro a chiave, e sopra quella soglia si entra in scelte che il mercato locale non sempre ripaga.

Far dormire quattro persone in quattordici metri quadrati

Il terzo e quarto letto sono la ragione per cui una famiglia sceglie una struttura invece di un’altra. Le soluzioni che usiamo di più sono tre, e non sono equivalenti.

Il letto a scomparsa verticale integrato nella parete attrezzata, con rete a doghe e materasso da 14 centimetri, libera la camera di giorno ed è quello che i clienti apprezzano di più. Richiede però 40 centimetri di profondità di mobile e una parete che regga l’ancoraggio. Il castello sovrapposto costa meno e occupa poco, ma vuole almeno 75 centimetri di altezza libera sopra il materasso superiore, una spondina che sporga di 26 centimetri sopra il piano del materasso e una scaletta con gradini antiscivolo: sotto quelle quote non lo montiamo. Il divano letto a estrazione doppia, infine, è il compromesso per le camere che di giorno devono restare salotto, e serve un modello con rete vera, perché quello economico dopo due stagioni cede al centro.

In tutti i casi cambia il resto della camera. Con quattro persone servono almeno 150 centimetri di appenderia, quattro prese utilizzabili, due punti luce di lettura in più e un piano di appoggio per due valigie grandi, non per una. E serve spazio di manovra: davanti all’armadio, con l’anta aperta, devono restare 60 centimetri liberi, altrimenti la famiglia vive di lato.

Camere piccole degli anni Sessanta e Settanta

Le strutture della riviera hanno quasi tutte una struttura simile: corridoio centrale, camere da 12 a 16 metri quadrati, balcone continuo sul fronte mare, altezza interna 2,65 o 2,70, ascensore con cabina da un metro per 130 e portata 480 chili. Le pareti divisorie sono in laterizio forato sottile, quindi l’acustica fra camere è debole: quando rifacciamo la testata inseriamo un pannello fonoassorbente da 30 millimetri sul lato confinante, che è l’intervento a costo più basso con l’effetto più percepibile.

Il balcone continuo pone un problema di privacy che si risolve con divisori tecnici e con un arredo che non invita a sporgersi, tavolino basso e due sedute, mai un tavolo alto. Sul fronte mare la salsedine arriva ma è meno aggressiva della costa tirrenica esposta: bastano ferramenta inox e alluminio verniciato a polvere, con sostituzione dei piedini ogni due o tre stagioni per via della sabbia.

Lavorazioni ricorrenti sulle strutture della riviera

Parete attrezzata unica

Un fronte da 300 o 340 centimetri con testata, comodini a sbalzo, TV, frigo, scrittoio e vano valigie. Un solo pezzo che sostituisce cinque mobili e libera 40 centimetri di passaggio.

Letti a scomparsa e castelli a norma

Meccanismi a pistone certificati, spondine e scalette conformi, materassi da 14 o 16 centimetri e reti a doghe vere anche sul letto aggiunto.

Armadi a filo corridoio

Nei formati stretti l’armadio va nella spalletta d’ingresso, con anta a battente da 45 e specchio interno, così l’ospite non lo apre in mezzo alla stanza.

Arredo per sale da pranzo con mezza pensione

Tavoli da 80 per 80 componibili in quattro e sei posti, sedute impilabili con seduta lavabile, carrelli di servizio e buffet mobili per la doppia turnazione.

Reception e sale comuni

Banchi compatti con sportello bagagli, angolo bar, sedute robuste per le sale che d’estate reggono cento passaggi al giorno.

Il cantiere invernale, che dura poche settimane

Le strutture chiudono fra fine settembre e Pasqua, ma il cantiere vero comincia a gennaio, quando il personale non c’è e le manutenzioni sono definite. Su un lotto da dodici o quattordici camere il montaggio dura fra dieci e quattordici giorni lavorativi, se il materiale è tutto in cantiere il primo giorno. Con un solo ascensore da 480 chili si organizza in salite programmate: parete attrezzata smontata in tre elementi, armadio in fianchi separati, top in due pezzi.

La data che conta è l’arrivo della merce, non la fine dei lavori. Per montare a febbraio bisogna che l’ordine sia partito a novembre, perché i tempi di produzione degli arredi su misura restano fra le otto e le dieci settimane, e a gennaio le manifatture hanno già in coda tutta la riviera. Chi decide a febbraio per maggio trova solo soluzioni a magazzino.

Le strutture che restano aperte per le fiere e per i weekend di primavera possono lavorare comunque, chiudendo un’ala per volta con le regole del montaggio a struttura aperta, come facciamo per gli alberghi di Rimini che seguono il calendario fieristico. Per chi punta al passaggio di categoria conviene verificare in anticipo i requisiti di un hotel a quattro stelle, perché alcune voci riguardano proprio dimensioni e dotazioni dell’arredo, e rifare due volte lo stesso mobile non ha senso. Con planimetria, numero di chiavi e data di riapertura prepariamo il preventivo già diviso per lotti annuali.

Domande frequenti

Quanto costa rifare l’arredo di una camera sulla riviera?

Con arredo su misura, senza bagno e senza opere murarie, fra 3.800 e 6.500 euro a chiave nelle strutture a tre e quattro stelle della zona. La ripetizione dello stesso progetto su più camere abbassa il costo unitario in modo sensibile.

Il letto a scomparsa è meglio del castello?

Per la percezione del cliente sì, perché di giorno la camera resta libera. Costa di più e richiede una parete adatta all’ancoraggio. Il castello resta la scelta corretta nelle camere dove l’altezza interna supera i 2,60 e il budget è stretto.

Riesco a rifare dodici camere fra gennaio e Pasqua?

Sì, se l’ordine parte entro novembre. Il montaggio occupa due settimane, il resto del tempo serve alla realizzazione. Il rischio non è il cantiere, è la coda delle manifatture a gennaio.

Come faccio a mantenere lo stesso stile rifacendo un piano all’anno?

Congelando finiture e ferramenta al primo lotto e conservando i campioni fisici. Prima di ogni nuova tranche confrontiamo il campione con la produzione in corso, perché i lotti di legname e i tessuti cambiano tonalità nel tempo.

Arredate anche la sala da pranzo e le aree comuni?

Sì, e spesso è il primo intervento da fare. Nelle strutture con mezza pensione la sala si consuma più delle camere, e un rinnovo della sala si vede in tutte le fotografie della struttura.

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