In Sicilia il sole è un carico di progetto. Dietro una vetrata esposta a sud, in luglio, la superficie di un top scuro supera i 60 gradi e i tessuti con bassa solidità alla luce perdono tono in una sola stagione. Lavoriamo con finiture e tessuti selezionati per l’esposizione reale di ogni ambiente, con rilievo camera per camera e montaggio con squadre nostre, dai palazzi del Val di Noto ai resort della costa.
Tre mercati diversi, tre progetti diversi
Nel Val di Noto e a Ortigia si arreda dentro il barocco: palazzi con volte a padiglione, pavimenti in cementine o maioliche originali, corti interne, muri di pietra calcarea spessi anche un metro. Le camere sono grandi ma irregolari, con nicchie e strombature, e il progetto serve soprattutto a mettere ordine senza toccare la scatola muraria. Gli ancoraggi nella pietra tenera vanno fatti con tasselli chimici o evitati del tutto, e i pavimenti storici non ammettono fori: si lavora con mobili autoportanti e piedini a feltro.
A Taormina e sulla costa ionica prevale la struttura panoramica con terrazze a picco. Lì il tema è l’esterno che deve reggere sole, salsedine e vento, e la camera che vive con le portefinestre aperte. Nel trapanese, a Favignana e lungo la costa sud si trovano invece resort e strutture di media dimensione con camere ripetute, dove contano ripetibilità del pezzo, tempi di montaggio e resistenza dei materiali.
Palermo e Catania hanno un mercato a sé, cittadino e attivo tutto l’anno, con riconversioni di piani nobili in strutture da dieci o venti chiavi e problemi di accesso simili a quelli dei centri storici del continente.
Quello che il sole fa all’arredo
Il primo effetto è sui tessuti. Un tendaggio o un rivestimento con solidità alla luce bassa vira di tono sul lato esposto in una stagione, e la camera si presenta con la poltrona di due colori. Per gli ambienti a sud e a ovest usiamo tessuti con solidità alta, meglio se in fibra acrilica tinta in massa anche per l’interno, e teniamo i colori scuri per le pareti più protette.
Il secondo effetto è sui pannelli. Un fronte laccato scuro dietro una vetrata scalda e lavora: si imbarca, e i bordi incollati possono cedere. Nelle camere con grandi vetrate esposte progettiamo con colori chiari sui fronti che ricevono sole diretto, bordi a spessore incollati a caldo, e riserviamo le laccature scure alle zone in ombra. In esterno il pannello a base legno non si usa: laminati compatti, gres su telaio in alluminio, legni adatti al clima.
Il terzo effetto lo sente l’ospite. Un bracciolo in alluminio scuro al sole diventa impossibile da toccare: sui pezzi esterni preferiamo alluminio chiaro, legno o corda tecnica sulle parti a contatto. Insieme a questo valgono i criteri dei materiali anti salsedine sulle strutture costiere, con ferramenta inox e trattamenti in classe marina, come nelle strutture della Sardegna.
Camere dentro un palazzo barocco
Le stanze di un palazzo del Settecento hanno pareti che non sono parallele e volte che scendono ai lati. La testata a tutta parete, in quel contesto, si progetta con coprifili sagomati sul rilievo laser e con altezza fermata sotto l’imposta della volta, in genere fra 220 e 240 centimetri. Sopra quella linea si lascia libera la muratura, perché è quello che l’ospite paga.
I bagni sono il punto critico: si ricavano dove passa lo scarico, quindi con forme fuori standard e spesso con soffitto ribassato in una parte sola. I mobili lavabo vanno disegnati sulla singola stanza, con top in pietra locale o in gres, base sospesa e schiena aperta per superare le tubazioni a vista. Questo tipo di lavoro su camere dalla pianta irregolare è la parte in cui il su misura si ripaga: con l’arredo di serie si perdono dieci o quindici centimetri per stanza, che su venti camere sono una camera intera.
Per le strutture indipendenti di fascia alta, dove ogni camera è diversa dall’altra, l’impostazione è quella di un boutique hotel: campionature fisiche, disegni esecutivi per singola camera e un solo referente dal rilievo al collaudo.
Lavorazioni ricorrenti nelle strutture siciliane
Testate e boiserie sotto volta
Pannelli modulari con altezza fermata all’imposta, coprifili sagomati e fissaggi solo nei giunti di malta, senza forare la pietra a vista.
Mobili lavabo su pavimenti storici
Basi sospese o su piedini a feltro, top in pietra locale, nessun ancoraggio a terra sulle cementine originali.
Arredo per corti e chiostri interni
Sedute e tavoli in materiali che non scaldano al sole, fioriere su misura che definiscono le zone senza opere fisse.
Terrazze panoramiche e solarium
Lettini in alluminio marino, ombreggiature ancorate, mobili di servizio richiudibili contro lo scirocco.
Reception in androni e ingressi voltati
Banchi in due o tre corpi montati sul posto, arretrati rispetto agli spiccati delle volte, con retro tecnico chiuso.
Logistica dal continente e finestre di lavoro
Un trasporto su gomma da nord verso la Sicilia richiede fra i due e i tre giorni, traghetto compreso, e non tollera improvvisazioni. Programmiamo consegne complete per lotti, con verifica dei colli all’arrivo in un deposito di appoggio e ingresso in struttura scaglionato. Nei centri storici di Ortigia, Noto e Modica valgono limitazioni al traffico e strade su cui un mezzo lungo non passa: si trasborda su furgoni e si consegna al mattino presto.
La stagione siciliana è lunga, da aprile a ottobre, e in molte strutture si allunga con i ponti invernali. Le finestre reali per il cantiere sono novembre con la prima metà di dicembre, e gennaio con febbraio. È un periodo in cui il meteo può complicare gli spostamenti fra le province, quindi teniamo margini sul calendario e squadre che restano in loco.
Per aprire a Pasqua bisogna firmare il progetto esecutivo entro ottobre: fra approvazione dei campioni, realizzazione e trasporto passano dalle dieci alle quattordici settimane, e i tempi di produzione degli arredi su misura vanno sommati ai giorni di viaggio. Chi decide a febbraio arriva a maggio inoltrato, cioè perde il primo mese di stagione. Con planimetria, numero di chiavi e data di apertura prepariamo il preventivo con il calendario costruito a ritroso.
Domande frequenti
Come si evita che i tessuti sbiadiscano?
Scegliendo tessuti con alta solidità alla luce per gli ambienti esposti a sud e a ovest, e prevedendo tende tecniche filtranti. Nelle terrazze si usano acrilici tinti in massa, che mantengono il colore per anni invece che per una stagione.
Si possono fissare mobili alla pietra dei palazzi storici?
Solo con ancoraggi adatti e nei giunti di malta, mai sulla pietra a vista se è tutelata. Nella maggior parte dei casi progettiamo elementi autoportanti che non richiedono fissaggi, con appoggio a terra e stabilizzazione interna.
Quanto tempo serve per arredare venti camere in un palazzo del Val di Noto?
Circa quattro mesi dalla firma: sei settimane fra rilievi, disegni e campioni, otto o dieci di realizzazione, due o tre di montaggio per lotti. Il rilievo definitivo si fa a bagni e intonaci finiti, non prima.
Il trasporto dal continente allunga molto i tempi?
Aggiunge in media una settimana rispetto a una consegna nel nord Italia, fra viaggio, traghetto e ingresso in struttura. Il rischio vero non è la durata ma la frammentazione: consegniamo per lotti completi, così il montaggio non si ferma in attesa di un pezzo.
Lavorate anche su strutture aperte tutto l’anno?
Sì, a Palermo e a Catania è la norma. Si procede per lotti di poche camere, con orari di lavorazione concordati e corridoi protetti, in modo che la struttura resti vendibile.
