In Costiera il costo di portare un mobile in camera può superare il costo del mobile. Fra Positano e Vietri lavoriamo con trasbordi su mezzi corti, monorotaie private e, dove la strada non arriva, sbarchi dal mare, con squadre nostre che restano in loco per tutta la durata del cantiere. Progettiamo arredi che reggono la salsedine con ferramenta in acciaio inox AISI 316 e alluminio anodizzato, perché a cinquanta metri dall’acqua l’inox comune inizia a puntinare entro due stagioni.
Come arriva davvero l’arredo in Costiera
La statale 163 non accetta autoarticolati. Il materiale arriva in un deposito nella piana, viene aperto e verificato, e da lì sale su motrici corte sotto gli otto metri o su furgoni. Nei mesi estivi valgono le limitazioni al transito, quindi le consegne si fanno fuori stagione oppure prima dell’alba, con finestre di due o tre ore.
Poi comincia la parte difficile. Molti alberghi stanno sotto il livello della strada, collegati da scale con cento o centoventi gradini, o sopra, raggiungibili solo a piedi. Quando c’è una monorotaia privata la portata tipica è fra 150 e 300 chili per carrello, quindi ogni collo va sotto quel peso e sotto la sagoma del vagoncino, che di solito non supera i 120 centimetri di lunghezza utile. Quando non c’è, si scende a spalla con squadre di portantini, e il progetto deve prevedere pezzi che due persone possano gestire su gradini irregolari.
Per gli alberghi con approdo proprio, l’arredo arriva via mare su chiatta o su gozzo da lavoro, con lo sbarco condizionato dal meteo: basta un mare da nordovest e la giornata salta. Prevediamo sempre due date alternative e un magazzino a terra dove il materiale può sostare al coperto. Tutto questo si decide al sopralluogo, che qui dura un giorno intero e comprende la misurazione del percorso, non solo delle camere.
La salsedine dice quali materiali stanno in piedi
A ridosso del mare l’aria porta cloruri anche dentro le camere, perché le finestre restano aperte. Il ferro verniciato cede nei punti di saldatura entro un anno, l’inox AISI 304 punteggia, le viti zincate lasciano colature marroni sui top chiari. Usiamo inox AISI 316 per viti e ferramenta esposta, alluminio anodizzato con spessore adeguato o verniciatura a polvere in classe marina, e legni che il sale non attacca come il teak lasciato ingrigire naturalmente o l’iroko trattato a olio.
In esterno il pannello a base legno non ha vita: al suo posto laminati compatti da 10 o 12 millimetri, gres di grande formato incollato su telaio in alluminio, pietra locale. Gli imbottiti da terrazza vogliono schiume a celle aperte che drenano e fodere sfoderabili in tessuto acrilico tinto in massa, altrimenti a luglio si siede su una spugna. Anche dentro la camera il criterio cambia: ante con bordo sigillato su quattro lati, cerniere inox, e specchi con retro protetto, perché il classico specchio da bagno in ambiente marino si macchia dai bordi in due estati. La logica completa dei materiali anti salsedine è la stessa che applichiamo nelle strutture della Versilia, con la differenza che qui l’esposizione è verticale e il vento porta il sale anche ai piani alti.
C’è poi la manutenzione. Un albergo di fascia alta in Costiera lava l’arredo esterno con acqua dolce ogni due settimane. Se il progetto non prevede superfici lavabili e pezzi movimentabili da una persona, quella manutenzione non si fa e il risultato si vede ad agosto.
Le terrazze sono il prodotto, non un accessorio
Il cliente che paga tariffe da Costiera compra la terrazza. La camera può essere di 22 metri quadrati, ma se la terrazza è arredata bene la recensione parla solo di quella. Su questo lavoriamo con tre criteri: pezzi che non volano con la brezza serale, quindi basi zavorrate o fissaggi a pavimento con piastre inox; nessun ingombro che ostacoli la pulizia della pavimentazione, perché in Costiera è quasi sempre in ceramica vietrese e va lavata a mano; e un tavolo vero, non un tavolino, perché la colazione in terrazza è il momento che finisce nelle fotografie.
Le pergole e le ombreggiature richiedono attenzione al vincolo paesaggistico, che qui è forte. Le strutture fisse vanno autorizzate, quelle mobili no, e la differenza fra le due passa dal tipo di ancoraggio. Conviene impostare il progetto con elementi rimovibili e definire il resto con il tecnico che segue la pratica.
Lavorazioni che ci chiedono più spesso da Positano a Ravello
Letti con testata in tessuto tecnico
Rivestimenti in fibra outdoor anche per l’interno, perché reggono l’umidità delle camere affacciate sul mare senza irrigidirsi.
Armadiature su murature in pietra irregolare
Corpo autoportante distaccato dal muro con coprifili sagomati sul rilievo, senza tasselli nella pietra a vista.
Arredo per terrazze e piscine a sfioro
Lettini con struttura in alluminio marino e doghe in legno tecnico, tavoli in laminato compatto, elementi impilabili per liberare il solarium durante le pulizie.
Bagni con pietra e ceramica vietrese
Mobili lavabo su misura con top in pietra locale, fianchi in materiale idrofugo, ante laccate opache che si intonano alla maiolica esistente.
Bar e dehors panoramici
Banchi in due o tre moduli trasportabili a spalla, con retro tecnico chiuso e frigoriferi incassati.
La finestra di cantiere è da novembre a marzo, e non è comoda
Quasi tutte le strutture chiudono fra novembre e marzo, e questa è l’unica finestra vera. Non è una finestra facile: il meteo invernale blocca gli sbarchi, le mareggiate chiudono tratti di strada, i giorni di pioggia impediscono di scaricare all’aperto. Programmiamo quindi il montaggio con due settimane di margine sul calendario dichiarato, e portiamo in loco tutti i materiali di consumo, perché salire e scendere per una vite costa mezza giornata.
Per riaprire a Pasqua il progetto esecutivo va chiuso entro settembre e i campioni approvati entro ottobre. Le manifatture consegnano fra otto e dodici settimane, cui vanno aggiunte due o tre settimane solo per la logistica costiera. Chi apre a Pasqua e firma a gennaio arriva a giugno. La checklist di apertura stagionale che consegniamo ai clienti mette il collaudo dieci giorni prima dei primi arrivi, non alla vigilia.
Per le proprietà indipendenti di fascia alta, che qui sono la maggioranza, seguiamo il progetto dalla prima ipotesi di layout al collaudo con un solo referente, come richiede un boutique hotel in cui ogni camera è diversa dall’altra. Se avete una data di riapertura e un numero di chiavi, si costruisce il calendario a ritroso e si imposta il preventivo già con i costi di accesso dentro, che sono la voce che tutti dimenticano.
Domande frequenti
Quanto incide la logistica sul costo totale?
Nei casi difficili, con scale lunghe o sbarco dal mare, fra il 10 e il 20 per cento dell’importo dell’arredo. Lo quantifichiamo al sopralluogo misurando percorso, gradini, portata della monorotaia e distanza dal punto di scarico, così non compare come sorpresa a lavori iniziati.
L’inox normale non basta vicino al mare?
No. L’AISI 304 in Costiera comincia a puntinare entro un paio di stagioni, soprattutto nelle zone che non vengono lavate. Sulle parti esposte usiamo AISI 316 e viti in classe A4, che costano di più ma non lasciano colature sui top chiari.
Si può lavorare in estate senza chiudere?
Solo su interventi puntuali e concordati, tipo la sostituzione dell’arredo di una terrazza o di poche camere. I limiti al transito e le fasce orarie di consegna rendono impraticabile un cantiere continuativo fra giugno e settembre.
Che manutenzione serve all’arredo esterno?
Lavaggio con acqua dolce ogni due settimane in stagione, controllo delle viti a metà estate, olio sul teak una volta l’anno se si vuole tenere il colore caldo. I tessuti sfoderabili si lavano a fine stagione e si ricoverano al coperto.
