Arredamento Hotel a Venezia: Mobili per Alberghi su misura

Arredamento Hotel a Venezia: Mobili per Alberghi su misura

Richiedi il preventivo

A Venezia il giorno dello scarico lo decide la tabella delle maree. La soglia di una porta d’acqua sta a mezzo metro sopra il livello medio e con la marea sbagliata il pianale della barca resta o troppo basso o troppo alto per far scendere un pannello senza rischiare di piegarlo, quindi ogni consegna ha una finestra utile di tre o quattro ore, fissata due settimane prima. Progettiamo l’arredo su misura per gli alberghi veneziani, lo realizziamo con una filiera di manifatture italiane selezionate e lo montiamo con squadre nostre che restano in laguna per tutto il cantiere.

Dal camion alla camera passando per l’acqua

La catena è sempre la stessa e ha tre rotture di carico. Il camion arriva a Tronchetto o in una piattaforma di terraferma, dove i colli vengono contati e verificati uno per uno. Da lì si trasborda su motobarca da lavoro, che porta comodamente trenta o quaranta quintali ma ha una stiva stretta, quindi i pezzi lunghi vanno caricati per primi e in piano. L’ultimo tratto, dalla riva alla camera, si fa a mano: carrello a ruote gonfiabili sulle calli, spalla sui ponti.

Su questa terza tratta si gioca tutto il progetto. Un ponte veneziano ha da otto a dodici gradini per lato e una larghezza utile che spesso non arriva a 130 centimetri fra i parapetti. Due uomini su una scalinata gestiscono in sicurezza un collo da 60 o 70 chili, non di più, e un pannello più lungo di 240 centimetri non gira in cima al ponte. Da queste due quote, peso per collo e lunghezza massima, discende il modo in cui l’armadio viene diviso, dove cade il giunto del top, quante persone servono il giorno del montaggio. La logistica in centro storico pesa in genere fra il dodici e il venti per cento sul valore della fornitura, ed è una voce che mettiamo a preventivo separata invece di nasconderla nel prezzo dei mobili.

Il percorso lo rileviamo insieme alle camere, prima del disegno: larghezza della calle, gradini, altezza dell’arco della porta d’acqua, presenza o meno di un montacarichi interno. Il sopralluogo con rilievo delle misure a Venezia dura mezza giornata in più che altrove, e serve tutta.

I primi sessanta centimetri sopra il pavimento

Con una marea di 110 centimetri l’acqua entra in una parte consistente dei piani terra del centro storico, e a 140 la faccenda riguarda quasi tutti gli alberghi affacciati sui rii. Il pavimento della hall si asciuga, l’arredo no, se è stato scelto male. Nella fascia bassa dei mobili non usiamo pannelli a base di legno non protetti: zoccoli in acciaio inox AISI 316 alti 12 o 15 centimetri, piedini regolabili che tengono il corpo sollevato, fianchi in multistrato marino o in stratificato massiccio nei primi 60 centimetri, ferramenta inox anche dove non si vede.

I banchi reception dei piani terra li disegniamo con basamento metallico e corpo superiore smontabile in venti minuti da due persone, perché quando arriva l’allerta il personale ha poco tempo e deve poter alzare quello che si alza. I cassetti partono da 40 centimetri di altezza e sotto quella quota si mette solo vano aperto, lavabile. Gli imbottiti stanno su piedi alti almeno 12 centimetri, con tessuti che si sfoderano.

Umidità di laguna e salnitro nelle murature

L’umidità relativa in una camera veneziana oscilla fra il 65 e l’85 per cento a seconda della stagione, e le murature dei piani bassi risalgono sale che aggredisce qualsiasi cosa gli si appoggi contro. I mobili non vanno mai a filo muro: distanziali da 20 o 25 millimetri sul retro creano un’intercapedine ventilata che evita la macchia bianca sullo schienale dopo due inverni. Le boiserie si montano su listelli con camera d’aria e griglie di ventilazione basse, mai incollate direttamente all’intonaco, e la stessa logica usiamo per i rivestimenti e le boiserie delle zone comuni.

Sul legno le regole sono due. Massello essiccato e giunti che accettano un movimento di tre o quattro millimetri per metro, altrimenti la prima estate apre le fughe. Pannelli idrorepellenti di classe V100 o stratificati per tutto quello che sta in bagno e nelle camere al primo livello. Le laccature poliuretaniche a poro chiuso reggono meglio delle vernici all’acqua in questo clima. Le schede con spessori, classi di reazione al fuoco e resistenze le consegniamo insieme al progetto, ed è lo stesso pacchetto di schede tecniche e finiture che poi serve al direttore lavori in fase di collaudo.

Le lavorazioni che ci chiedono nelle strutture veneziane

Armadiature in semicorpi da 45 centimetri

Due o tre moduli stretti uniti in camera con spine e tiranti, cappello separato, coprifili sagomati sul rilievo laser. Nascono così perché un armadio intero non passa né dal ponte né dalla porta della camera.

Testate imbottite smontabili

Pannelli da 60 o 90 centimetri con aggancio a scomparsa, rivestimento sfoderabile in tessuto trattato contro l’umidità. Si tolgono in pochi minuti se il piano va svuotato.

Mobili lavabo sospesi per bagni ricavati

Base sospesa a 45 centimetri da terra, schiena aperta sugli scarichi esistenti, top in gres o in vetro strutturale. Il sospeso qui non è una scelta estetica, è la condizione per pulire e asciugare sotto.

Boiserie ventilate su murature umide

Telaio a listelli, camera d’aria da 25 millimetri, griglie in basso e in alto, pannelli rimovibili singolarmente. Se serve intervenire sul muro non si smonta tutta la parete.

Banconi reception con basamento in acciaio

Struttura inox a pavimento, corpo in legno sopra la quota di sicurezza, piano operatore a 75 e fronte a 110. Arrivano in tre moduli che passano dalla porta d’acqua.

Letti con rete in due pezzi

Reti divise con traversa centrale, giroletto smontabile in quattro fianchi, testata separata. Un matrimoniale intero non arriva al secondo piano di un palazzo del Cinquecento.

Vincoli, camere fuori squadra e finestre di lavoro

Quasi ogni edificio del centro storico è tutelato, quindi si lavora per sottrazione: arredo autoportante, ancoraggi limitati ai punti già forati, impianti dentro lo spessore dei mobili invece che sotto traccia, illuminazione alimentata dalla boiserie e non dal soffitto. Le camere hanno piante che non chiudono mai a novanta gradi, con differenze di due o tre centimetri fra una parete e l’altra e travi a vista che abbassano l’altezza utile a 2,30. Sono le condizioni tipiche del lavoro su camere dalla pianta irregolare, e nelle riconversioni di palazzetti in boutique hotel determinano il numero di chiavi che si riesce davvero a ricavare.

Il calendario veneziano lascia poco spazio. Il Carnevale prende febbraio, la Biennale tiene alta la primavera e l’autunno, il Festival del cinema riempie settembre, il ponte dell’Immacolata e il Capodanno chiudono l’anno. Le due finestre reali sono dal 7 gennaio a fine gennaio e la seconda metà di novembre, che è anche il periodo di maggiore frequenza delle maree alte: significa programmare i trasbordi con il calendario delle previsioni sotto gli occhi e tenere un giorno di riserva ogni tre di consegna. Per un cantiere di gennaio i campioni vanno approvati entro settembre. Con planimetria e numero di chiavi possiamo preparare un preventivo che tiene dentro anche la logistica lagunare.

Domande frequenti

Quanto incide il trasporto sul costo dell’arredo a Venezia?

Fra il dodici e il venti per cento del valore della fornitura, a seconda di quanti ponti separano la riva dall’ingresso e della presenza di una porta d’acqua. Una struttura con approdo diretto sul rio costa in logistica meno della metà di una che sta a tre ponti dalla riva più vicina.

Che cosa succede all’arredo con l’acqua alta?

Quello progettato per Venezia non si rovina: zoccoli in inox, corpi sollevati su piedini, materiali stratificati nella fascia bassa, imbottiti su piedi alti e sfoderabili. Quello comprato a catalogo si gonfia e si sfoga sugli spigoli entro due o tre eventi.

Il legno massello regge l’umidità della laguna?

Sì, se essiccato correttamente e montato con giunti che gli lasciano spazio per muoversi. I problemi arrivano quasi sempre da pannelli truciolari non idrorepellenti e da mobili appoggiati a filo su muri che risalgono umidità.

Quanto dura il montaggio di dieci camere?

Da tre a quattro settimane, contro le due di una città di terraferma. La differenza non sta nel montaggio ma nel numero di viaggi: ogni giorno entra quello che una barca e due squadre riescono a spostare, e le giornate con marea sfavorevole saltano.

Lavorate anche a Mestre e sulle isole?

Sì, e sono cantieri diversi. A Mestre si scarica sotto l’albergo come ovunque. Al Lido, a Murano e a Burano vale lo schema del centro storico, con in più gli orari del trasporto lagunare.

Torna in alto