Arredamento Hotel a Rimini: Mobili per Alberghi su misura

Arredamento Hotel a Rimini: Mobili per Alberghi su misura

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A Rimini lo stesso albergo vende a gennaio una doppia uso singola a un espositore che arriva con due valigie campionario, e a luglio la stessa stanza a quattro persone con i secchielli. Fra i due mestieri restano circa otto settimane davvero libere, fra la fine di febbraio e la metà di aprile, ed è dentro quella finestra che passa il cantiere di mezza città. Realizziamo arredo su misura per le strutture riminesi progettando camere che reggono entrambi i pubblici senza cambiare niente due volte l’anno.

Due calendari sovrapposti sullo stesso albergo

Il quartiere fieristico lavora quando la spiaggia è chiusa. Le manifestazioni grosse si concentrano a gennaio, a fine febbraio, in ottobre e in novembre, e riempiono anche gli alberghi che d’estate vivono di famiglie. Chi ha convenzioni con gli espositori si ritrova con un’occupazione a macchia di leopardo: quattro giorni pieni a tariffa alta, dieci giorni vuoti, altri quattro giorni pieni.

Su quel calendario un cantiere non si improvvisa. Le settimane vuote di novembre e gennaio sono troppo corte e troppo a ridosso di date fisse: se il montaggio slitta di cinque giorni si arriva con il corridoio smontato il lunedì in cui entrano gli allestitori. La finestra affidabile va dalla fine di febbraio a metà aprile, prima dei ponti primaverili. Per montare in quel periodo l’ordine si chiude entro dicembre, perché i tempi di produzione degli arredi su misura stanno fra otto e dieci settimane e a gennaio le manifatture hanno in coda tutta la costa romagnola. Chi firma a febbraio per aprile compra a magazzino, e si vede.

Una camera ferma in settimana fieristica costa poi quanto tre o quattro camere ferme a marzo, quindi conviene rinunciare a due giorni di margine sul cantiere piuttosto che toccare una notte di fiera.

La camera che ospita un congressista a gennaio e quattro persone a luglio

Questa è la parte che distingue Rimini dal resto della riviera, dove il pubblico è uno solo. La stanza deve funzionare per due usi opposti senza che nessuno dei due si accorga di essere ospite nella camera dell’altro.

Il congressista vuole un piano di lavoro vero, almeno 110 per 55 centimetri liberi a 74 di altezza, con due schuko e una USB-C a filo piano. Vuole uno specchio a figura intera, un appendiabiti a parete che regga la giacca senza aprire l’armadio, e spazio per la valigia campionario, che non è un trolley: è un rigido da 80 centimetri di lato, spesso due, e va appoggiato aperto da qualche parte.

La famiglia di luglio vuole invece che quello stesso piano non rubi il passaggio ai piedi del letto e che il terzo posto letto non trasformi la stanza in un dormitorio. Le soluzioni che teniamo insieme sono due. La prima è il piano a ribalta con gamba a scomparsa, che d’inverno resta aperto in permanenza e d’estate si chiude liberando 40 centimetri. La seconda sono i letti separabili con testata continua da 260 centimetri: due singoli affiancati fanno il matrimoniale del turista e si dividono per l’espositore che viaggia con un collega. Sul terzo posto letto conviene ragionare in anticipo, perché la scelta fra letto estraibile, divano letto e struttura a scomparsa cambia il progetto della parete, e le differenze fra terzo letto e letti aggiuntivi si pagano tutte in centimetri di ingombro.

Quello che non funziona è la camera a doppio allestimento, con il mobile che si monta a maggio e si smonta a settembre: in quattro stagioni la ferramenta si consuma e a giugno il personale ha altro da fare.

Hall e sale che cambiano pubblico due volte l’anno

Le aree comuni pagano il doppio calendario più delle camere. A gennaio la hall accoglie persone in giacca che aspettano una navetta alle sette e mezza del mattino, a luglio ci passano bambini bagnati che salgono in camera. L’arredo deve reggere entrambi: sedute con tessuto in poliuretano lavabile o pelle rigenerata da 1,2 millimetri, basi metalliche verniciate a polvere, tavolini con piano in laminato compatto e non in impiallacciato.

La sala colazione d’inverno serve quaranta persone fra le sei e mezza e le sette e mezza, tutte insieme e di fretta; d’estate centoventi coperti su due ore. La differenza si gestisce con un buffet modulare su ruote frenate, dove d’inverno restano in linea due elementi vicino all’ingresso e d’estate si apre la seconda isola centrale.

Poi c’è la sala meeting da venti o trenta posti, la voce a ritorno più rapido: si ricava da una saletta di venti metri quadrati, costa fra 8.000 e 15.000 euro con tavoli modulari, sedute impilabili su carrello e alimentazione a torretta, e in stagione fieristica si vende insieme alla camera.

Lavorazioni ricorrenti negli alberghi riminesi

Scrittoi a ribalta e piani richiudibili

Piano da 110 centimetri con cerniera continua e gamba a scomparsa, oppure mensola sospesa su fianco della testata. Aperto è una postazione di lavoro, chiuso restituisce il passaggio.

Testate continue per letti separabili

Un fronte unico da 260 o 280 centimetri con prese, luci di lettura orientabili e comodini a sbalzo, sotto cui i due letti si accostano o si dividono senza che la camera cambi aspetto.

Armadi con vano per materiale espositivo

Colonna da 45 centimetri con vano alto 140 e profondo 40 per roll up e borse campionario, che nelle settimane di fiera evita il materiale appoggiato a terra lungo il corridoio.

Banchi reception per check in e check out concentrati

Fronte da 260 centimetri con doppia postazione, vano key box, piano di appoggio per i documenti di gruppo e presa a vista per chi deve ricaricare mentre aspetta.

Sale meeting ricavate da salette esistenti

Tavoli modulari da 160 per 80 componibili a ferro di cavallo, sedute impilabili, boiserie fonoassorbente sul lato corridoio e schermo con canalina chiusa.

Arredo per dehors e terrazze fronte strada

Sedute in alluminio verniciato a polvere e corda tecnica, tavolini con piano in HPL da 12 millimetri, tutto stoccabile in trenta metri lineari di magazzino durante l’inverno.

Che cosa rende, e in quanto tempo si rientra

Nelle strutture a tre e quattro stelle di Rimini una camera rifatta con arredo su misura, senza bagno e senza opere, si colloca fra 4.500 e 7.500 euro a chiave. Il ritorno si legge su due voci diverse: la tariffa media estiva, che sale di 8 o 12 euro a notte su una camera visibilmente rinnovata, e le settimane fieristiche, dove una camera presentabile passa dalla fascia bassa alla fascia media del portale e recupera molto più in fretta. Il metodo per mettere in fila queste due cose è quello del calcolo del ritorno sul rinnovo degli arredi, che su un albergo a doppia stagione va fatto sommando i due periodi e non estrapolando da uno solo.

Chi lavora solo con il turismo balneare familiare ha esigenze in parte diverse e le trattiamo nelle strutture di Riccione e Cattolica, dove il ciclo del piano per stagione domina tutto il resto. Per Rimini il punto di partenza resta il calendario: con planimetria, numero di chiavi e le date bloccate della prossima stagione fieristica costruiamo il preventivo e il piano di montaggio insieme.

Domande frequenti

Posso montare durante una settimana di fiera se lavoro solo un piano?

Tecnicamente sì, ma raramente conviene. In quei giorni una camera vale tre o quattro giornate normali e il corridoio è pieno di gente che entra ed esce con materiale. Se proprio serve, si lavora su un piano non venduto con ascensore dedicato e orari ristretti.

La stessa camera può davvero funzionare per un espositore e per una famiglia?

Sì, a patto di deciderlo in fase di progetto. Piano a ribalta, letti separabili con testata continua e un vano per la valigia grande coprono entrambi gli usi. Quello che non funziona è montare e smontare arredi a ogni cambio di stagione.

Quanto tempo prima devo ordinare per montare a marzo?

Entro dicembre, campionatura approvata compresa. Le manifatture italiane a gennaio hanno in coda tutta la riviera e i tempi si allungano proprio nel momento in cui servirebbe accelerare.

Conviene ricavare una sala meeting?

Nelle strutture vicine al quartiere fieristico quasi sempre. Bastano venti metri quadrati, un arredo modulare e una presa di corrente decente per vendere un servizio che in stagione fieristica si abbina alla camera e si ripaga in due o tre anni.

Sostituite anche gli arredi delle aree esterne?

Sì. Sedute, tavolini, fioriere e divisori per dehors e terrazze, scelti fra materiali che reggano sia l’inverno di magazzino sia l’esposizione estiva, con ferramenta inox e verniciature a polvere.

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