Arredamento Hotel a Padova: Mobili per Alberghi su misura

Arredamento Hotel a Padova: Mobili per Alberghi su misura

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Il letto di una camera che ospita gruppi in pullman va tenuto a 52 centimetri dal pavimento al piano del materasso: più basso e chi ha ottant’anni non si rialza da solo, più alto e non appoggia i piedi a terra. È una quota banale che a Padova decide se quel gruppo prenota di nuovo l’anno successivo. Realizziamo arredo su misura per gli alberghi padovani lavorando per lotti da quattro o sei camere, con il resto della struttura che continua a vendere.

Chi dorme a Padova, e perché la camera standard non basta

In una settimana qualunque di ottobre lo stesso albergo da cinquanta chiavi ospita un gruppo arrivato in pullman per il Santo, due famiglie venute per una laurea, un congressista e una signora che dorme lì da diciotto giorni perché il marito è ricoverato. Quattro modi diversi di usare la stessa stanza, e un arredo pensato per il cliente business ne serve bene uno.

Il pullman scarica quaranta persone in dieci minuti. Il banco reception deve permettere a due addetti di lavorare affiancati senza darsi le spalle, quindi almeno 240 centimetri di fronte utile e un piano libero per i documenti del capogruppo. Serve poi un deposito bagagli vero: quaranta trolley stanno in sei metri quadrati con una scaffalatura da 45 centimetri su tre ripiani, e ne occupano dodici se restano a terra in corridoio.

La famiglia arrivata per la laurea chiede la tripla. Una tripla non si ottiene infilando una brandina in una doppia: vanno aggiunti sei metri quadrati e va lasciato un passaggio da 70 centimetri sul lato lungo del terzo letto, perché i metri quadrati minimi delle camere vincolano la classificazione anche quando lo spazio a occhio sembrerebbe esserci.

Il soggiorno lungo è il caso che si sottovaluta di più. Chi resta tre settimane la valigia la svuota: vuole 120 centimetri di appenderia, tre cassetti profondi almeno 45, un frigo da 40 litri e non il minibar da 20, un piano dove appoggiare la cena presa fuori. Sono decisioni che costano poco in fase di disegno e diventano impossibili dopo il montaggio.

Ventotto camere, ventotto piante diverse

Gli alberghi del centro stanno in edifici che nell’ordine sono stati casa privata, collegio, ufficio e infine albergo. Il risultato è che due camere identiche non esistono: c’è la stanza lunga e stretta ricavata da un corridoio, quella con la trave ribassata a 205 centimetri sopra il letto, quella con la finestra a 40 centimetri dallo spigolo dove l’armadio non ci sta.

Per lavorare in queste condizioni un rilievo non può essere una planimetria. Prendiamo tre quote per ogni parete, a 20, a 110 e a 200 centimetri da terra, e quasi sempre trovano differenze di 2 o 3 centimetri: muri fuori piombo, intonaci rifatti sopra i vecchi, zoccolini in pietra che sporgono di 15 millimetri. Il progetto assorbe quello scarto con elementi di compensazione da 20 a 40 millimetri sui fianchi a contatto con il muro, sagomati in opera con il compasso. Il mobile arriva più corto della luce reale e la differenza sparisce in un giunto verticale.

È il metodo che usiamo per i mobili su misura in camere irregolari, e va applicato prima di firmare l’ordine, non dopo: un rilievo delle misure fatto sul posto su ventotto camere richiede una giornata e mezza e cancella la voce di costo più antipatica di tutte, quella dei pezzi da rifare.

Lavorare per lotti con l’albergo che resta aperto

Padova non ha una bassa stagione vera. Fra università, congressi, pellegrinaggi e ospedale la curva scende davvero solo ad agosto e nella prima settimana di gennaio, e nessun albergatore rifà cinquanta camere in quelle finestre. Si procede quindi per lotti da quattro a sei camere contigue, mai sparse su piani diversi, con una camera vuota di cuscinetto ai due estremi del lotto.

Le regole le detta il regolamento interno della struttura. Rumore dalle nove alle diciassette, imballi che scendono ogni sera, ascensore ospiti vietato fra le sette e le dieci, corridoio protetto con telo in polietilene e passerella in cartone ondulato. Il taglio in cantiere non lo facciamo: i pezzi arrivano finiti, imballati per camera e numerati, così la polvere resta quella di due fori nel muro. Una squadra da due persone chiude una camera in una giornata e mezza, quindi un lotto da sei camere occupa fra otto e dieci giorni lavorativi. Sono numeri che reggono se il montaggio a struttura aperta viene concordato con il direttore prima e non improvvisato la mattina stessa.

Lavorazioni ricorrenti negli alberghi padovani

Camere per ospiti anziani e camere accessibili

Letto a 52 centimetri con base senza spigoli vivi, comodino con piano a sbalzo che regge il peso di chi si appoggia per alzarsi, maniglioni su rinforzo in multistrato annegato nella parete, lavabo con sottopiano libero a 67 centimetri.

Triple e quadruple in camere lunghe e strette

Letto singolo affiancato al matrimoniale con testata unica continua da 260 o 280 centimetri, così i tre letti sembrano un progetto e non un ripiego. Il quarto posto si ricava con un letto estraibile dal fondo, alto 18 centimetri sotto rete.

Armadiature per soggiorni di due o tre settimane

Colonna da 60 centimetri con appenderia doppia, tre cassetti su guide a estrazione totale, vano per valigia grande in alto e sportello frigo integrato a filo, senza il gradino che di solito tradisce il minibar aggiunto dopo.

Banchi reception per check in di gruppo

Fronte da 240 a 300 centimetri, doppia postazione, passacavi chiuso, vano per il carrello portabagagli e un tratto ribassato a 90 centimetri per chi compila i moduli da seduto.

Sale colazione a doppia turnazione

Buffet su ruote frenate con vasche refrigerate e piano caldo, tavoli da 70 per 70 accostabili in file da otto, sedute impilabili lavabili. Il gruppo mangia alle sei e quarantacinque, gli individuali alle otto e mezza, e fra i due turni la sala va rimessa a posto in venti minuti.

Foresterie e camere per studenti fuori sede

Nelle strutture che affittano a mese fra ottobre e maggio vale l’impostazione delle camere per ostelli e student housing, con scrittoio vero, presa a filo piano e armadio con serratura.

Quanto dura un lotto, e che cifre servono

Una camera padovana rifatta su misura, senza toccare il bagno e senza opere murarie, sta fra 5.000 e 8.500 euro a chiave nelle strutture a tre stelle superiore e quattro stelle del centro. La forbice la muovono il numero di finiture e quante volte lo stesso disegno si ripete: ventotto camere diverse in pianta possono comunque avere un solo abaco di materiali, ed è lì che il costo unitario scende.

Fra approvazione della campionatura e montaggio del primo lotto passano da nove a undici settimane, quindi chi vuole un lotto pronto per il rientro di settembre chiude le finiture entro giugno. Con planimetria, numero di chiavi e la data in cui il primo lotto deve essere in vendita mettiamo insieme il preventivo già suddiviso per tranche.

Domande frequenti

Potete lavorare senza chiudere l’albergo?

Sì, ed è il modo normale di operare a Padova. Si isolano quattro o sei camere contigue con una camera vuota ai lati, si concordano gli orari di rumore e si porta il materiale con l’ascensore di servizio fuori dalle fasce di arrivo e partenza degli ospiti.

Quanto tempo resta chiusa una singola camera?

Una giornata e mezza di montaggio se il materiale è già in struttura e i vecchi arredi sono stati smaltiti. Il conto realistico da fare al direttore è di tre notti non vendute per camera, comprese pulizia finale e ritocchi.

Le mie camere sono tutte diverse: il su misura costa molto di più?

Costa di più il numero di finiture, non il numero di piante. Se le ventotto camere condividono essenza, laccatura, tessuto e ferramenta, la differenza rispetto a un arredo di serie resta contenuta e in cambio non ci sono fughe da 4 centimetri fra armadio e muro.

Riuscite a fare camere per gruppi con ospiti anziani in edifici storici?

Sì, con qualche verifica in più. I maniglioni e i letti a quota fissa richiedono rinforzi nelle pareti, che in un muro storico vanno individuati durante il rilievo. Dove la muratura non regge si passa a soluzioni autoportanti ancorate a pavimento.

Che periodo dell’anno conviene per il cantiere?

Agosto e la prima settimana di gennaio sono le uniche finestre in cui l’occupazione cala davvero, ma bastano per un lotto. Il resto dell’anno si lavora a struttura aperta, che qui non è un ripiego: è la condizione normale con cui va progettato il cantiere fin dall’inizio.

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