A Napoli il progetto comincia dalla scala, non dalla camera. In centro storico la maggior parte delle strutture nuove nasce dentro palazzi dove il vano scala ha rampe da 90 o 100 centimetri di larghezza e pianerottoli che non permettono di girare un pannello lungo più di 180. Disegniamo i mobili perché entrino da lì, in pezzi che si assemblano in camera, e li montiamo con squadre nostre mentre la struttura continua a ricevere ospiti.
Il mobile deve passare, prima ancora di piacere
La verifica che facciamo al primo sopralluogo riguarda cinque quote: luce netta del portone, larghezza dell’androne, raggio libero del pianerottolo, dimensione interna dell’ascensore e altezza utile sotto l’arco della rampa. In molti stabili l’ascensore è stato aggiunto dentro il vano scala e ha una cabina da 70 per 90 centimetri con portata di 300 chili, cioè può salire una persona con due sportelli, non un armadio. Quindi tutto sale a mano.
Questo determina il progetto. Gli armadi vengono realizzati in fianchi, cieli e schienali separati, assemblati in camera con giunti a eccentrico e squadrati con piedini regolabili. Le testate imbottite si dividono in moduli da 60 o 75 centimetri con incastro maschio e femmina e coprigiunto in tessuto. I top di lavabi e scrivanie oltre i 160 centimetri arrivano in due parti, con il giunto posizionato dove ci sarà il lavabo o la colonna, così non si vede. Sono scelte che si prendono al rilievo delle misure, non dopo, perché rifare un pezzo che non passa dalla scala significa perdere sei settimane.
Nei vicoli il mezzo si ferma dove può e il tratto a piedi arriva a ottanta metri: servono carrelli, un uomo in più in squadra e consegne al mattino presto, un pezzo per volta e mai il carico intero in strada.
Il tufo, l’umidità e i fissaggi che tengono
Le murature napoletane sono spesso in tufo giallo, tenero e friabile. Il tassello a espansione standard gira a vuoto: servono tasselli chimici con calza per pareti cave o ancoraggi a piastra distribuita, e comunque si evita di appendere pensili pesanti dove non c’è una struttura verificata. Su questo tipo di muratura preferiamo mobili che scaricano a terra e che sfiorano la parete, invece di elementi sospesi che chiedono tenuta al muro.
Ai piani bassi c’è l’umidità di risalita. Un armadio appoggiato a filo di una parete perimetrale, dopo due inverni, ha il retro segnato e un odore che i clienti scrivono nelle recensioni. Lasciamo cinque centimetri di distacco dal muro con distanziali fissi, schiena aperta o traforata, zoccolo con presa d’aria e basi rialzate di dieci centimetri da terra, così il pavimento si lava senza bagnare il truciolare. Nei bagni ciechi, che qui sono tantissimi, il mobile lavabo va in materiali che non temono il vapore: fianchi in pannello idrofugo o in alluminio, top in gres o quarzo, ante laccate con bordo sigillato.
Camere piccole: quello che si fa stare in 15 metri quadrati
Letto con contenitore frontale
Apertura a ribalta con pistoni a gas, altezza del piano rete a 40 centimetri per una capienza reale. Sostituisce il vano valigie e libera due metri quadrati.
Testata portante con comodini a sbalzo
I comodini escono dalla testata a 55 centimetri da terra, senza piedi. La camera si pulisce meglio e la stanza sembra più larga di dieci centimetri.
Colonna unica per armadio, minibar e cassaforte
Larghezza 90 o 105, con appenderia a 100 di altezza, cassetto refrigerato in basso e cassaforte a 120. Una sola colonna al posto di tre mobili.
Mensola scrittoio pieghevole
Piano da 90 per 40 che si ribalta contro la parete. Nei formati da 14 metri quadrati è l’unico modo per avere un piano di appoggio senza perdere il passaggio a fianco del letto.
Bagni con doccia su misura
Piatti tagliati a misura su forme irregolari, nicchie portaoggetti ricavate nello spessore, ante scorrevoli invece che a battente dove la porta collide con il lavabo.
Riconversioni: da appartamento a struttura ricettiva
Buona parte del lavoro napoletano riguarda piani interi trasformati in strutture da otto a venti chiavi. Il punto critico non è l’arredo ma la sequenza: impianti, bagni, controsoffitti, poi le finiture e infine i mobili. Quando l’arredo su misura viene rilevato prima che i bagni siano finiti, le misure cambiano di due o tre centimetri e i pezzi non chiudono. Il rilievo definitivo lo facciamo a impianti chiusi e intonaci finiti, con tolleranza dichiarata di più o meno cinque millimetri, e su quello parte la realizzazione.
La scelta di finiture e materiali va fatta prima del preventivo esecutivo, perché sposta il costo più di qualunque altra variabile. Le logiche di progetto di un boutique hotel valgono anche per una struttura da dieci camere, purché il disegno resti coerente su tutte. Il costo per camera di una riconversione napoletana con arredo su misura completo sta fra 7.000 e 12.000 euro, bagno escluso.
Chi lavora sul lungomare, a Mergellina o a Posillipo, ha un problema in più: l’aria salmastra entra dalle finestre aperte tutto l’anno e attacca ferramenta e strutture metalliche. Lì usiamo i criteri dei materiali anti salsedine, con cerniere in acciaio inox e alluminio anodizzato al posto delle leghe verniciate, gli stessi che applichiamo nelle strutture della Costiera Amalfitana.
In quale periodo dell’anno conviene fermare le camere
Napoli non ha più una bassa stagione lunga. Il flusso cala davvero dal 7 gennaio a fine febbraio e per due o tre settimane di novembre. Sono quelle le finestre per i lavori pesanti. Il resto dell’anno si lavora per lotti da quattro a otto camere, con il montaggio a struttura aperta: piano isolato, materiale che sale prima delle nove, imballi che scendono a fine turno e nessuna lavorazione rumorosa dopo le sedici.
Per essere pronti a gennaio bisogna chiudere il progetto entro settembre, perché fra approvazione dei campioni e consegna passano dalle otto alle undici settimane. Chi ha una data di apertura può farci partire da quella e costruire il calendario a ritroso: per una prima stima servono la planimetria, il numero di chiavi e le foto del vano scala, e da lì prepariamo il preventivo.
Domande frequenti
Come fate salire un armadio in un palazzo senza ascensore?
Non lo facciamo salire montato. Arriva in pannelli che passano dalla rampa e viene assemblato in camera dalla squadra, con squadratura sui piedini. Su cinque piani a mano il tempo di montaggio aumenta di circa il 30 per cento, e lo mettiamo a preventivo.
Il mio bagno è cieco e i mobili si rovinano. Cosa cambia con il su misura?
Cambiano i materiali e il distacco. Pannelli idrofughi o strutture in alluminio, bordi sigillati su tutti e quattro i lati, basi sospese a dieci centimetri da terra e uno spazio libero dietro per far circolare l’aria. Con l’aspiratore funzionante durano quanto un mobile di una camera normale.
Potete lavorare mentre la struttura resta aperta?
Sì, per lotti. Chiudiamo un gruppo di camere per volta, proteggiamo il corridoio e concentriamo il rumore in una fascia oraria concordata. Nelle strutture piccole si arriva spesso a due o tre camere per volta, così l’occupazione non scende sotto la soglia utile.
Quanto tempo prima devo ordinare?
Fra approvazione dei campioni e arrivo in cantiere contate due mesi e mezzo per un progetto su misura completo. Se dovete aprire a Pasqua, il progetto esecutivo va firmato entro dicembre.
