Arredamento Hotel a Milano: Mobili per Alberghi su misura

Arredamento Hotel a Milano: Mobili per Alberghi su misura

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Una camera del centro di Milano sta quasi sempre fra i 16 e i 19 metri quadrati e si vende a tariffe che altrove chiedono il doppio dello spazio. Dentro quel perimetro devono entrare un letto da 180, un piano di lavoro che regga un portatile e una valigia grande aperta a terra. Disegniamo l’arredo sulle misure reali della stanza, lo realizziamo con una filiera di manifatture italiane selezionate e lo montiamo con squadre nostre, anche all’alba quando la ZTL non lascia alternative.

Il centimetro a Milano ha un prezzo

In una stanza larga 320 centimetri un letto da 180 lascia 70 per lato. Sotto i 60 l’ospite urta il comodino ogni volta che si alza e la matrimoniale finisce venduta come singola. I centimetri si recuperano quasi sempre dagli stessi punti. Il comodino a sbalzo agganciato alla testata, invece che appoggiato a terra, restituisce otto centimetri di passaggio per lato e semplifica le pulizie. L’anta scorrevole al posto del battente libera i 60 centimetri di pavimento che davanti a un armadio nessuno può occupare. Una consolle da 100 per 40 con piano estraibile, che arriva a 62 di profondità solo mentre la si usa, fa il lavoro di una scrivania senza portarsi via il passaggio verso la finestra.

Prima di disegnare conviene verificare la superficie dichiarata, perché i metri quadrati minimi per le camere cambiano da regione a regione e una doppia che scende sotto la soglia lombarda non regge la verifica di classificazione. Il cliente milanese, poi, resta una o due notti: l’appenderia serve per 60 o 70 centimetri, mentre quello che manca davvero è un piano d’appoggio per la valigia grande, alto 50 centimetri e profondo 45, che nelle camere strette ricaviamo in continuità con lo scrittoio.

Le lavorazioni che risolvono una camera stretta

Parete attrezzata continua da testata a scrittoio

Un unico elemento lungo 380 o 420 centimetri che contiene testata imbottita, comodini a sbalzo, piano di lavoro e portavaligie. Nessun mobile appoggiato al pavimento sul lato lungo, quindi la stanza si legge più larga di quanto sia.

Armadio nel disimpegno d’ingresso

Profondità 55 con appenderia frontale, ante scorrevoli a filo e alloggiamento per minibar a 90 centimetri di altezza. Sposta un ingombro di 1,2 metri quadrati fuori dalla zona notte, dove pesava.

Testate fonoassorbenti da 45 millimetri

Pannello con feltro tecnico dietro il rivestimento, montato sulla parete divisoria fra due camere. Serve dove i tramezzi degli anni Sessanta sono in forati da otto centimetri e trasmettono le voci.

Mobili lavabo da 55 per bagni ricavati

Base sospesa con schiena aperta per passare sopra gli scarichi esistenti, top in gres da 12 millimetri, lavabo integrato. In un bagno da 3,2 metri quadrati recupera lo spazio di rotazione della porta.

Piani di lavoro con presa e ricarica a filo

Torretta a scomparsa o presa a filo top con due schuko e due USB-C, canalina chiusa lungo il fianco. La regola in camera business è una presa libera a portata di braccio dal piano, non dietro il letto.

Due metri e cinquantacinque sotto trave

Buona parte degli hotel milanesi occupa palazzi del dopoguerra, tirati su fra la metà degli anni Cinquanta e la metà dei Settanta, con altezze interpiano già contenute e controsoffitti che rubano altri 25 o 30 centimetri per far passare le canalizzazioni dei fancoil. Nelle camere si finisce con 2,45 o 2,55 netti, e a quel punto l’armadio a tutt’altezza diventa una parete piena che schiaccia. Fermiamo i corpi a 220 con veletta illuminata sopra, oppure li portiamo a filo controsoffitto ma con fronti chiari e maniglia a gola, senza cornici in aggetto.

L’illuminazione cambia di conseguenza: la plafoniera centrale a due metri e mezzo abbaglia chi è sdraiato, quindi la luce scende sulle pareti a 190 centimetri e sui piani, con temperatura intorno ai 2.700 kelvin in camera e 3.000 in bagno. Lo stesso ragionamento che applichiamo alle soluzioni per camere con soffitti bassi vale per gli specchi, che vanno alti e stretti, e per le tende, montate a soffitto e non a mezza parete. Le scelte dei corpi illuminanti e delle sorgenti le impostiamo insieme al progetto dell’arredo, non dopo, e le trattiamo come parte del progetto di illuminazione dell’hotel.

Consegne fra le cinque e le sette del mattino

Dentro la cerchia dei Bastioni un mezzo pesante non entra, e comunque non troverebbe dove sostare. Il materiale arriva completo in una piattaforma dell’hinterland, dove viene verificato collo per collo, e da lì entra in città con furgoni sotto le 3,5 tonnellate o motrici corte in regola con le limitazioni ambientali, nella fascia fra le cinque e le sette del mattino quando le vie del centro sono ancora libere. Il permesso va intestato alla targa e richiesto con almeno una settimana di anticipo: cambiare mezzo la sera prima significa perdere la giornata di montaggio.

Il secondo collo di bottiglia è l’ascensore. Cabine da 80 per 120 con porta netta a 70 centimetri sono la norma nei palazzi degli anni Sessanta, e su quel volume si decide se un armadio sale montato o in fianchi separati, se il top dello scrittoio arriva in due pezzi con giunto in battuta sotto la consolle, se il divano ha piedi svitabili. Sono verifiche che facciamo con il metro in mano al primo sopralluogo, prima di aprire il disegno.

Nella settimana del Salone del Mobile la città è piena e ferma allo stesso tempo: gli alberghi vendono ogni chiave e i mezzi in centro si muovono male. È l’unico periodo dell’anno in cui non apriamo cantieri milanesi, nemmeno leggeri.

Quando si ferma una camera in una città che non si ferma

Milano ha occupazioni alte per dieci mesi. Le finestre vere sono la prima metà di agosto e il periodo fra il 24 dicembre e il 6 gennaio, ed essendo corte vanno preparate mesi prima: campionature approvate entro maggio per un cantiere di agosto, entro settembre per uno di fine dicembre. Fuori da lì si procede per lotti da quattro o sei camere per volta, con il piano isolato, il montacarichi dedicato e le lavorazioni rumorose confinate fra le dieci e le sedici.

Sui costi, una camera milanese rifatta con arredo su misura, senza opere murarie e senza bagno, si colloca in genere fra i 7.000 e i 12.000 euro a chiave. Le tre voci che spostano davvero il budget per camera sono il numero di finiture diverse, la quantità di pezzi ripetibili su tutte le chiavi e le ore di lavoro in orario notturno, che qui incidono più che in qualsiasi altra città in cui operiamo, compresa la vicina Brescia. Chi ha già una data di riapertura può chiederci un preventivo allegando planimetria e numero di chiavi.

Arredamento per hotel a Milano su misura

Arrediamo hotel a Milano su misura, dal centro alle zone fieristiche: camere, reception e aree comuni contract, con sopralluogo, produzione italiana e montaggio coordinato con l’attivita’ della struttura. Un solo referente per tutta la commessa, dai boutique hotel agli alberghi di categoria.

Domande frequenti

Quanto spazio serve davvero per una camera doppia a Milano?

Con 16 metri quadrati netti si fa una doppia completa se il letto è da 160 o 180 e l’armadio sta nel disimpegno. Sotto i 14 la camera va classificata come singola. Il vincolo che si trascura più spesso non è la superficie ma la larghezza: sotto i 300 centimetri di parete libera il letto matrimoniale non lascia due passaggi utilizzabili.

Si può montare senza chiudere l’albergo?

Sì, ed è quello che facciamo per la maggior parte dei lavori milanesi. Il materiale sale prima delle otto, gli imballi scendono a fine turno, il corridoio del piano in lavorazione resta protetto con teli e passerelle. Una camera completa richiede da tre a cinque giorni lavorativi, meno se si lavora a gruppi di quattro.

I mobili passano dall’ascensore o servono le scale?

Li progettiamo perché passino dall’ascensore. Al sopralluogo misuriamo cabina, porta netta, pianerottolo e portata, e quelle quote entrano nel disegno come vincolo: pannelli in moduli da 60 o 90 centimetri, corpi armadio smontati in fianchi, top sezionati con giunto nascosto.

Quanto tempo passa dall’ordine alla consegna?

Fra approvazione dei campioni e arrivo in cantiere passano in media dalle otto alle dodici settimane per l’arredo su misura, con allungamenti nei mesi di chiusura estiva delle manifatture. Per un cantiere di agosto la firma deve stare entro maggio.

Lavorate anche sugli spazi comuni?

Sì, reception, hall, sale colazione e sale riunioni. Negli hotel milanesi il banco reception è spesso il primo intervento, perché si rifà in due o tre notti e cambia la percezione della struttura prima ancora che l’ospite salga in camera.

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